Piacenza, operaio travolto e ucciso da camion durante picchetto davanti all'azienda

CRONACA
Piacenza, operaio travolto e ucciso da camion durante picchetto davanti all'azienda

(Twitter /@usbsindacato)

Un operaio egiziano iscritto al sindacato di base Usb è morto dopo essere stato investito da un camion, nella tarda serata di ieri, durante un picchetto sindacale all'esterno di un'azienda di logistica a Piacenza. Il conducente del camion è stato portato via dalla Polizia e si trova in Questura, dove è trattenuto in stato di fermo, con l'accusa di omicidio stradale.


L'autista è stato sentito per tutta la notte del sostituto procuratore Emilio Pisante. La polizia ha poi ascoltato decine di testimoni presenti al picchetto e visionato i filmati sia delle telecamere di sorveglianza che girati dai facchini, con i cellulari, durante il presidio.

Il camionista, un 43enne italiano, dopo l'investimento ha rischiato il linciaggio da parte degli operai ma gli agenti della polizia presenti sul posto per il picchetto lo hanno portato immediatamente in Questura.

"Il conducente del camion che ha travolto e ucciso il nostro lavoratore è stato incitato da un dirigente dell'azienda a forzare il picchetto" denuncia all'AdnKronos Riccardo Germani dell'Usb Lombardia, presente alla manifestazione. "Forse pensava che i manifestanti si sarebbero spostati ma ha travolto il nostro aderente".

Intanto, in un comunicato, l'Usb afferma: "Un nostro compagno, un nostro fratello è stato assassinato durante il presidio e lo sciopero dei lavoratori della SEAM, ditta in appalto della GLS, questa notte davanti ai magazzini dell’azienda. Il gravissimo fatto è l’epilogo di una serata di gravi tensioni. La Usb - continua la nota - aveva indetto una assemblea dei lavoratori per discutere del mancato rispetto degli accordi sottoscritti sulle assunzioni dei precari a tempo determinato. Di fronte al comportamento dell’azienda i lavoratori, che erano rimasti in presidio davanti ai cancelli, hanno iniziato lo sciopero immediato. Proprio durante l'azione di sciopero, un lavoratore, padre di 5 figli e impiegato nell’azienda dal 2003, è stato assassinato, sotto lo sguardo degli agenti di polizia da un camion in corsa che ha forzato il blocco".

Secondo il sindacato, "questo assassinio è la tragica conferma della insostenibile condizione che i lavoratori della logistica stanno vivendo da troppo tempo. L’Usb si impegna alla massima denuncia dell’accaduto: violenza, ricatti, minacce, assenza di diritti e di stabilità sono la norma inaccettabile in questo settore".

Per la Fiom-Cgil si tratta di "un episodio umanamente terribile e sindacalmente gravissimo, la vittima è stata schiacciata dall'autista di un camion che secondo alcuni testimoni sarebbe stato incitato da rappresentanti dell'azienda a forzare il picchetto che aveva bloccato i cancelli".

"L'uccisione di Abdesselem El Danaf - si legge ancora nel comunicato sindacale - avviene in un momento in cui il diritto di sciopero viene messo in discussione anche da parte delle autorità pubbliche e dallo stesso governo".

Nell'esprimere la solidarietà e la vicinanza alla famiglia del defunto e ai suoi colleghi, il comunicato di Fiom-Cgil evidenzia il peggioramento delle "condizioni di vita delle lavoratrici e dei lavoratori con un sistema di appalti, sub-appalti e false cooperative che determina condizioni di sottosalario e di lavoro precario privo di tutele".



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