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"Oseghale mi chiese se volevo stuprare Pamela"

CRONACA
Oseghale mi chiese se volevo stuprare Pamela

Pamela Mastropietro (Foto dal profilo Facebook)

"Il 30 gennaio Innocent mi telefonò chiedendomi se volevo andare a stuprare una ragazza che dormiva". A pronunciare la frase choc, intercettata dagli inquirenti nel carcere di Ancona, è Lucky Awelima mentre riferisce a Desmond Lucky una conversazione avuta con il connazionale Innocent Oseghale, accusato di aver ucciso e fatto a pezzi la 18enne romana Pamela Mastropietro. I dialoghi - riferisce il 'Resto del Carlino' - sono contenuti nella nuova ordinanza di custodia cautelare per omicidio a carico di Oseghale, già in carcere per le accuse di vilipendio, distruzione e occultamento di cadavere e detenzione di droga a fini di spaccio.


Secondo la Procura di Macerata il 29enne nigeriano avrebbe ucciso Pamela per cancellare le tracce della violenza sessuale, avvenuta mentre la ragazza era in condizioni fisiche menomate per l'assunzione di eroina. Da qui la richiesta dell'ordinanza di custodia in carcere anche per violenza sessuale, respinta dal gip ritenendola "una seria ipotesi investigativa" ma non ancora suffragata dalle prove.

Oseghale, interrogato oggi per circa due ore davanti al gip di Ascoli Piceno, Rita De Angelis, "ha respinto con forza l'accusa di omicidio dichiarando che quel giorno aveva lasciato Pamela a casa, che si era sentita male, con Desmond Lucky, ed era uscito". Lo ha detto all'Adnkronos il suo avvocato Simone Matraxia, ribadendo che il suo assistito "ha negato con forza e determinazione di aver ucciso la ragazza, e di averla fatta a pezzi. Si era allontanato dall'abitazione ed aveva lasciato Pamela insieme a Desmond. E nella sua versione dei fatti, Oseghale è molto fermo e continua a respingere l'accusa di omicidio". Ora gli atti torneranno nella disponibilità della Procura di Macerata che proseguirà con ulteriori indagini.



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