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Fico a Napoli: "Lo Stato deve presidiare"

CRONACA
Fico a Napoli: Lo Stato deve presidiare

(Fotogramma)

"Sappiamo che nella nostra città accadono queste cose terribili, però dobbiamo provare a invertire la rotta totalmente". Lo ha detto Roberto Fico, presidente della Camera dei Deputati, parlando con la preside della scuola del Rione Villa, quartiere San Giovanni a Napoli, a poca distanza dalla quale lo scorso 9 aprile è avvenuto un agguato nel quale un 57enne è stato ucciso davanti al nipotino. "Qui non serve qualcosa di emergenziale - ha spiegato Fico rivolgendosi alla dirigente scolastica - serve una programmazione che sia stabile e costante. Voi fate un lavoro eccezionale, ma dobbiamo essere tutti insieme come Stato a sviluppare un lavoro ancora più forte, per esservi vicino, per comprendere come possiamo agire sempre meglio".


"Ci vuole la presenza dello Stato - ha sottolineato - non è possibile che ci siano poche o zero volanti, serve che ci siano i vigili urbani, la polizia e i carabinieri. La zona deve essere presidiata e presidio non significa militarizzazione". "Bisogna presidiare - ha ribadito Fico - e militarizzare tutto il resto, assistenti sociali, cultura, istruzione, formazione, educazione, sport e piazze sociali".

"Dobbiamo portare via i ragazzi da un destino che a volte è segnato - ha scandito ancora il presidente della Camera - La grande sfida dello Stato deve essere che nessun ragazzo abbia il destino segnato". "Dobbiamo dare opportunità di chance nuove - ha aggiunto - tramite la scuola e un patto sociale forte tutti noi possiamo farlo. E' finito il periodo dell'emergenza, deve iniziare il periodo della programmazione. Lo deve fare il Parlamento, devono farlo le Commissioni e i Ministeri insieme. Si devono fare cose nell'immediato, perché devono arrivare più polizia, vigili e carabinieri ma al contempo dobbiamo riuscire a programmare".

Fico ha lanciato quindi la proposta di un "enorme piano di assunzioni di assistenti sociali che supportino il Comune di Napoli". "Serve un piano di sostegno vero alle famiglie e un piano enorme di assunzioni di assistenti sociali che siano formati, nuovi e che supportino finalmente il comune di Napoli per le esigenze che ci sono. Qui - ha ricordato - ci sono 3 assistenti sociali per mille famiglie, è impossibile continuare così". Fico ha richiamato inoltre l'esigenza di "un patto sociale" che comprenda l'intera filiera fatta di "assistenti sociali, scuola, rete di progetti integrata sul territorio fatta da associazioni e parroci. Questo patto sociale - ha aggiunto - deve essere finanziato, supportato e anche verificabile tra 4 o 5 anni. Progetti stabili, non emergenziali e senza finanziamenti spot".

Per il presidente della Camera, "Napoli deve diventare una questione assolutamente nazionale". Fico ha spiegato che "questione nazionale non è per forza questione emergenziale o di crisi, perché ci sono anche tante cose che funzionano, ma bisogna vedere dove ci sono dei vuoti e colmarli con la presenza dello Stato". Quindi ha ricordato la visita del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sabato scorso al Rione Villa e al Rione Sanità: "C'è la massima attenzione perché qui sappiamo che ci sono le massime energie e risorse. Questa città e questa periferia sono eccezionali, ci sono risorse straordinarie, intelligenze incredibili. Quello che impedisce di svilupparsi fino in fondo è la criminalità organizzata. Ci vuole una svolta vera, la camorra non è qualcosa che ci dev'essere per forza ma si può sconfiggere insieme, facendo diventare i ragazzi cittadini nuovi e chi non vuole esserlo va in carcere o fuori da questo quartiere e questa città", ha concluso Fico.

Il presidente della Camera è intervenuto anche con un post su Facebook: "Stamattina sono al rione Villa di Napoli, dove pochi giorni fa un uomo è stato ucciso a pochi passi da una scuola. Qui serve la presenza dello Stato: il presidio con le forze dell’ordine che fanno un lavoro importante, allo stesso tempo dobbiamo militarizzare con assistenti sociali, cultura, formazione, sport e occasioni di crescita sana. Lo dico a me stesso innanzi tutto: dobbiamo fare di più". "Abbiamo il compito di stare a fianco di una comunità scolastica che tra mille difficoltà fa un lavoro eccezionale. Questo significa portare via i ragazzi da un destino segnato, lo dobbiamo al loro futuro. Lo dobbiamo a noi tutti. E possiamo farlo se andiamo oltre la politica dell’emergenza e scegliamo la politica della programmazione", ha aggiunto il presidente della Camera.



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