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Rogo in sede vigili, 2 morti

CRONACA
Rogo in sede vigili, 2 morti

Due persone sono morte in un incendio divampato la notte scorsa in una palazzina a Mirandola, nel modenese. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e carabinieri di Carpi secondo i quali il rogo sarebbe stato appiccato volontariamente e, a pochi metri di distanza dalla palazzina, hanno arrestato un giovane.
Le fiamme sono scoppiate al piano terra dello stabile, nelle sede della polizia locale e il fumo si è propagato ai piano superiori dove si trovano le abitazioni.


LE VITTIME - Le vittime sono una donna di 84 anni e la sua badante 74enne, entrambe residenti in un appartamento vicino alla sede della municipale. Il marito della donna è in condizioni critiche per via del fumo inalato. Trasportato in elicottero all'ospedale di Ravenna, è stato sottoposto a terapia iperbarica: la prognosi, fa sapere la Ausl di Modena, è tuttora riservata.

I FERITI - Sono stati tutti dimessi, invece, gli altri assistiti al pronto soccorso dell'ospedale Santa Maria Bianca. In tutto sono state 22 le persone coinvolte nell'incendio, comprese le due donne decedute. Dei tre ricoverati presso l'Ospedale di Vaio (Fidenza), sempre sottoposti a terapia iperbarica, due sono stati dimessi, tra cui il minore accompagnato dalla madre. Stanno effettuando terapia con l'ossigeno, invece, i tre bimbi ricoverati all'Ospedale di Carpi che hanno ricevuto, nel pomeriggio, la visita del governatore Stefano Bonaccini. La terapia proseguirà fino a sera, poi i bimbi trascorreranno la notte in reparto e domani, con ogni probabilità, saranno dimessi.

CHI E' L'AUTORE - Il giovane nordafricano, autore dell'incendio durante l'interrogatorio della procura è rimasto in silenzio, dichiarando che si avvaleva della facoltà di non rispondere. Gli è stato assegnato un avvocato d'ufficio. Il ragazzo è stato identificato, a Roma, alla stazione Termini, insieme ad altri soggetti 'sbandati', il 14 maggio scorso. In quell'occasione, privo di documenti, ha dichiarato di essere di nazionalità algerina e di avere 20 anni.

Stanotte, invece, al momento dell'arresto, ha affermato di essere marocchino e di avere 16 anni, quindi di essere minorenne, ma l'accertamento medico legale disposto dalla procura ha rilevato che ha superato, seppure da poco, la maggiore età. Stanotte, prima di appiccare il fuoco alla stazione della polizia municipale, si è presentato, intorno all'una, all'ospedale di Mirandola, accusando un malore per il freddo. Accertato lo stato di ipotermia, è stato trattato con fleboclisi ma, poco dopo, in stato di grande agitazione, che non sarebbe dovuta, secondo quanto emerso finora, ad assunzione di stupefacenti o alcool ma a un qualche tipo di alterazione mentale, si è strappato la flebo per poi allontanarsi dal nosocomio.

E' ricomparso sul luogo dell'incendio da cui è stato visto allontanarsi dagli abitanti del palazzo ed è stato arrestato grazie al pronto intervento dei carabinieri. Ora si trova in carcere a Modena. Il giovane è in Italia da 1 anno e tre mesi, quando è stato identificato e accompagnato al confine a Ventimiglia. E' poi rientrato da clandestino. Durante la permanenza nella zona di Roma, ha collezionato tante denunce, principalmente per piccoli furti. Il 14 maggio, quando è stato fermato alla stazione Termini, gli è stato notificato un ordine di allontanamento dall’Italia: aveva una settimana per andarsene ma ha invece deciso di recarsi a Mirandola.

Secondo fonti del Viminale, il giovane non poteva essere allontanato dal territorio. Al momento della notifica del decreto di espulsione della questura di Roma lo scorso 14 maggio aveva infatti espress l'intenzione di chiedere asilo. Per questo motivo non è stato allontanato dall'Italia. Ora, però, "ora lo aspetta il carcere". Sarà infatti sottoposto alla procedura accelerata di esame della sua istanza di protezione internazionale secondo quanto stabilito dal Decreto Sicurezza, esattamente come per il nigeriano richiedente asilo che stamattina a Torino ha staccato un dito a un poliziotto.

SALVINI - ''Altro che aprire i porti, come vuole la sinistra, io lavoro per fermare e mandare tutti a casa questi delinquenti. E se minorenne non mi interessa, deve pagare fino in fondo per la sua bestialità. Azzerare l'immigrazione clandestina, in Italia e in Europa, è un dovere morale: a casa tutti, con la Lega si può!'', afferma Matteo Salvini. "Salvini dice che il caso Mirandola è il fallimento dei porti aperti, veramente è il fallimento, suo, dei rimpatri" affermano fonti del Movimento 5 Stelle. "Aveva una notifica di espulsione e Salvini non ne sapeva nulla. Assurdo che il ministro degli Interni non abbia contezza del proprio territorio, ma da quello che vediamo ha una buona contezza dei comizi e delle piazze".



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