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Ad Miao (Huawei): "Bene catena solidarietà tra Italia e Cina"

CRONACA
Ad Miao (Huawei): Bene catena solidarietà tra Italia e Cina

(Afp)


di Marco Liconti
"Un virus non conosce confini, come la lotta contro di esso. In una situazione così critica come quella in cui ci troviamo, ogni Paese dovrebbe collaborare. Quindi siamo lieti che si sia attivata una catena di solidarietà tra i due Paesi". Così Thomas Miao, amministratore delegato di Huawei Italia, commenta l'amicizia tra Pechino e Roma nel mezzo della tempesta globale provocata dal coronavirus. "L’eventuale incremento di future collaborazioni dipende esclusivamente dai due governi. Come azienda privata, ci offriamo di facilitare lo scambio di informazioni e buone pratiche tra i team sanitari italiani e cinesi", dice Miao in un'intervista all'Adnkronos.


"Huawei -prosegue- ha già supportato l'emergenza sanitaria in Cina e pertanto mette a disposizione l'esperienza acquisita in quell’occasione e il rapporto con le strutture sanitarie delle aree critiche cinesi. Abbiamo inoltre messo in campo varie iniziative per rendere disponibile le nostre tecnologie alle strutture sanitarie e alle pubbliche amministrazioni coinvolte".

Per Miao, le accuse lanciate a Pechino di voler fare propaganda approfittando dell'emergenza coronavirus, "sono del tutto strumentali. Adesso dobbiamo pensare solo al bene comune. Siamo vicini all'Italia, il Paese in cui Huawei è presente da 16 anni. Inoltre, sin dai primi mesi della crisi del Coronavirus, l'Italia ha dimostrato una sincera vicinanza al popolo e alla società cinese, e non si trattava certo di propaganda. Noi, come le principali aziende ICT, crediamo che sia nostro dovere contribuire offrendo tecnologia, competenze e forniture mediche in un momento così critico e metterci al servizio del Paese", afferma il ceo di Huawei Italia.

Passata l'emergenza, sul fronte dei rapporti tra Roma e Pechino si riproporrà anche la questione 5G. "Speriamo che questa emergenza abbia dimostrato ancora una volta il ruolo assolutamente strategico che il settore delle telecomunicazioni svolge per un Paese. Riteniamo essenziale l'adozione di una politica industriale dedicata che si concentri sul potenziamento delle reti e sull'adozione delle migliori tecnologie presenti sul mercato, senza pregiudizi", afferma Miao.

Quanto alle misure prese da Huawei a seguito dell'epidemia, Miao spiega: "Huawei ha assunto un forte impegno con tutti i propri clienti, pertanto abbiamo sviluppato piani di emergenza che includono diversi scenari, al fine di garantire la continuità del servizio, nonché il suo massimo livello qualitativo. Siamo in costante comunicazione con clienti e partner, controllando il corretto sviluppo di ogni singolo progetto, monitorando la situazione dettagliatamente. Siamo molto attenti all'evoluzione e all'impatto del Coronavirus, vogliamo continuare a fornire una risposta responsabile ed efficace all'emergenza".

"In questo momento critico -spiega- i nostri dipendenti rappresentano la spina dorsale dell'azienda: dagli ingegneri che si occupano della continuità della rete per garantire che tutti siano in grado di comunicare, accedere ai dati e condividere informazioni ovunque e in qualsiasi momento, ai colleghi dell'unità di crisi interna incaricata di coordinare tutte le attività a supporto dell'emergenza. Apprezziamo molto il duro lavoro e la dedizione di ognuno di essi, poiché sono la nostra risorsa più importante, specialmente durante i periodi difficili".

'Scambio dati fattore cruciale per combattere epidemia'

"Sin da quando l’emergenza ha incominciato a manifestarsi in Italia, abbiamo attivato la modalità di smart working per tutti i dipendenti a partire dalle zone rosse -prosegue Miao- Mentre sono a casa, invitiamo i dipendenti a partecipare a un sondaggio di controllo sanitario giornaliero e abbiamo lanciato un canale di comunicazione con un medico aziendale dedicato che può essere contattato per una consulenza in caso di necessità. Inoltre sono state organizzate sessioni di domande e risposte online con il medico al fine di risolvere qualsiasi dubbio su Covid-19 e sulle corrette norme comportamentali da seguire. In questi giorni abbiamo spedito a casa di tutti i nostri dipendenti un kit che comprende maschere protettive, disinfettanti e moduli di autocertificazione stampati per i loro spostamenti in caso di comprovata necessità. Infine abbiamo anche esteso il loro pacchetto di assicurazione sanitaria al fine di assisterli meglio nel caso in cui fossero necessarie cure sanitarie speciali o persino il ricovero in ospedale a causa del Covid-19".

E se le reti 5G fossero state già operative, che contributo avrebbero potuto dare alla lotta al virus a livello globale? "Durante un'epidemia, le caratteristiche principali del 5G, come la connessione ad alta velocità, la bassa latenza, l'ampia larghezza di banda per il trasferimento dei dati e un gran numero di punti di connessione, possono affrontare efficacemente le sfide della comunicazione e della trasmissione dei dati -dice Miao- A Wuhan l’efficace scambio di dati è stato un fattore cruciale per controllare l'epidemia poiché ha supportato le funzioni ordinarie, nonché servizi come la raccolta di dati, la diagnosi e il monitoraggio da remoto, la trasmissione di immagini ad alta risoluzione, una migliore collaborazione tra ospedali e quindi una maggiore efficacia di prevenzione e trattamento della pandemia".

"Il 5G, in sinergia con altre tecnologie come Cloud, AI e Big Data -prosegue Miao- può guidare la trasformazione digitale dei sistemi sanitari a fornire una risposta più efficace alle grandi emergenze pubbliche. Ad esempio, abbiamo collaborato con la Huazhong University of Science & Technology e la Lanwon Technology per sviluppare e lanciare un servizio di analisi quantitativa di diagnostica per immagini assistita dall'intelligenza artificiale per COVID-19. Grazie alle nostre tecnologie di AI come la visione artificiale (computer vision) e la diagnostica per immagini, il servizio può fornire ai terapeuti automaticamente, rapidamente e correttamente i risultati della quantificazione della tomografia computerizzata (TAC), ovviando alla carenza di medici esperti di diagnostica per immagini che possono diagnosticare con precisione il COVID-19". Inoltre, "il servizio combina informazioni cliniche e risultati di laboratorio per aiutare i medici a distinguere più accuratamente tra le fasi iniziali, avanzate e gravi di COVID-19, facilitando lo screening precoce, la prevenzione e il monitoraggio", conclude il ceo di Huawei Italia.

SMARTPHONE - Huawei, in partnership con Fastweb, ha donato 250 fra tablet e smartphone alle strutture ospedaliere della Lombardia. "Saranno a disposizione dei malati che, in questo modo, potranno supplire, seppur virtualmente, alla mancanza dei propri cari", ha detto l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera. "Uno degli aspetti più tristi di questa malattia è proprio la solitudine: i pazienti vengono isolati perché sono infettivi, non hanno il conforto dei parenti e quando muoiono, sono da soli", ha aggiunto.



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