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Dpcm, sindaco Messina: "Istigazione a suicidio economico"

CRONACA
Dpcm, sindaco Messina: Istigazione a suicidio economico

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"Le nuove disposizioni sono un'istigazione al suicidio economico. Presenterò una mia ordinanza per sostenere i cittadini con aiuti concreti". A dirlo è il sindaco di Messina, Cateno De Luca, che punta il dito contro "la premiata ditta Conte". "Dopo quello a cui abbiamo assistito con quanto detto in conferenza stampa poi corretto in nottata, mi rendo conto che siamo in mano a gente che non è in grado di gestire una situazione del genere. Come per le scelte sulla movida, anche quelle sulla scuola mettono in luce un dato: l'imbarazzante improvvisazione".  Bersaglio della critica del primo cittadino è in primo luogo il ministro della Pubblica istruzione, Lucia Azzolina.


"Si comporta come una bambina viziata che ha puntato i piedi - dice De Luca -. Nei prossimi giorni definiremo un nostro percorso, anche perché da parte del Governo si è già provveduto con tale Dpcm a scaricare sui sindaci la responsabilità di scelte che non si è avuto il coraggio di prendere in ambito nazionale. A Messina presenterò una mia ordinanza per cercare di evitare la morte economica prevista dalle nuove disposizioni nazionali. Quella del Governo Conte si chiama istigazione al suicidio economico creata dalla sprovveduta visione del bene comune".

"Il presidente del Consiglio – dice ancora il primo cittadino – sta ammazzando la nostra economia, colpendo una parte dei piccoli imprenditori. Ha detto in conferenza stampa che comunque saranno ristorati? Non mi fido. Da sindaco pretendo che tiri fuori i soldi e li trasferisca a tutte le attività che ha chiuso. In città tante di queste sono state da noi aiutate con la Messina Social Card, che a questo punto non esiterò a reintrodurre. Non posso far morire la gente - conclude De Luca -. Non accetto l’ipocrisia istituzionale: quando non si ha il coraggio di fare scelte chiare e nette, assumendosi la responsabilità del ruolo ricoperto, preferendo far morire lentamente gli italiani con scelte antieconomiche, non solo è vergognoso ma deplorevole".



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