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Ed Miliband, il leader poco amato che potrebbe diventare premier

(Rif.: "Gb: per sondaggi e bookmaker si va verso un 'hung Parliament'")

ESTERI
Ed Miliband, il leader poco amato che potrebbe diventare premier

Il leader laburista Ed Miliband (Foto Afp)

David Cameron l'ha definito "inutile". Tony Blair, per gran parte della campagna elettorale, ha evitato di pronunciarsi a suo favore, rimproverandogli di aver (ri)portato il partito troppo a sinistra. Per Stefano Pessina, l'imprenditore italiano a capo della mega catena Boots che ha dato voce a ciò che pensa la maggioranza della business community della City, le sue ricette economiche sarebbero una "catastrofe". Eppure, Ed Miliband potrebbe diventare il prossimo primo ministro britannico.


Nonostante il suo gradimento personale continui a viaggiare su livelli piuttosto bassi, quello per i Laburisti, stando ai sondaggi, raccoglie circa un terzo dei voti, alla pari con i Conservatori. Non è un caso, infatti, che tra le ipotesi tracciate dal gigante dei bookmaker Betfair, quella di un governo di minoranza laburista sia la più accreditata. Il Labour, sebbene al momento la soluzione sia ancora inconfessabile, potrebbe ottenere l'appoggio esterno dei nazionalisti scozzesi dell'Snp che con i loro 50-60 deputati sarebbero la terza forza nella nuova Camera dei Comuni. Numeri sufficienti per governare.

Fino all'inizio della campagna elettorale, molti britannici avevano su di lui idee abbastanza vaghe e stereotipate. Una sorta di 'nerd' che passa da una gaffe ad un'altra per alcuni, di cinico calcolatore per altri, per altri ancora un prodotto di certa sinistra da salotto che ormai fatica in tutta Europa a rimanere in sintonia con il proprio elettorato di riferimento. Soprattutto, Ed Miliband era "quello che aveva pugnalato alle spalle il fratello". Il riferimento, impietosamente rispolverato in queste settimane dal ministro della Difesa Michael Fallon, è la battaglia combattuta e vinta nel settembre del 2010 contro il fratello David, ministro degli Esteri uscente, per la leadership laburista.

"La cosa più difficile che ho fatto nella mia vita", ha confessato in questi giorni al Guardian, ma necessaria a suo giudizio perché "ero convinto di essere la persona giusta" per traghettare il partito dall'era Blair ad una nuova fase, uscendo definitivamente dall'esperienza ormai conclusa del New Labour. Allo stesso modo, Miliband si dice convinto di essere la persona giusta per guidare la Gran Bretagna. Fino a non molto tempo fa, pochi osservatori lo pensavano possibile. Ma, come scrisse di lui il Telegraph, Ed Miliband, sin dai tempi della battaglia tutta interna al Labour con il fratello David, ha sempre tratto vantaggio dal fatto di essere sottovalutato.



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