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Assalto in hotel a Nairobi: vittime e ostaggi

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Assalto in hotel a Nairobi: vittime e ostaggi

(Foto Afp)

Assalto a colpi di arma da fuoco attorno all'hotel di lusso DusitD2 a Nairobi, nel quartiere residenziale di Westland. Il bilancio è di almeno 6 morti e 30 feriti. Cinque persone sono rimaste uccise nel ristorante del complesso, dove un kamikaze si è fatto esplodere. Una donna, invece, è deceduta per le ferite riportate. E' stata trasportata in ospedale, dove i medici non sono riusciti a salvarla.


All'interno dell'hotel sono stati presi vari ostaggi. Forze di polizia sono state dispiegate sul posto e testimoni hanno riferito alla Bbc di un commando armato di quattro persone arrivato in auto all'hotel. Nel corso dell'attacco, il kamikaze si è fatto esplodere nel foyer dell'albergo, ha detto ai giornalisti il capo della polizia Joseph Boinnet. I terroristi si sono asserragliati e un sospetto è stato arrestato. La situazione al Dusit hotel di Nairobi è "sotto controllo" ha affermato il ministro dell'Interno kenyano, Fred Matiang'i. "Posso riferire che abbiamo messo in sicurezza tutti gli edifici che erano stati coinvolti negli eventi - ha spiegato - Le squadre di sicurezza hanno condotto fuori dagli edifici decine di kenyani e persone di altre nazionalità".

Il DusitD2 è un hotel a cinque stelle con 101 camere, un centro benessere e diversi ristoranti. Si trova nell'area residenziale di Westland, a pochi minuti dal quartiere degli affari di Nairobi.

JIHADISTI RIVENDICANO - L'attacco è stato rivendicato dai jihadisti somali. In una telefonata alla Bbc, un portavoce degli al Shabaab somali ha rivendicato la responsabilità "dell'operazione in corso a Nairobi", a nome del gruppo terrorista islamico. L'azione avviene nel giorno del terzo anniversario di un altro attacco compiuto dal gruppo islamista somalo, quello contro la base militare di El Adde in Somalia, in cui furono uccisi decine di soldati kenioti.

I TWEET DAL BAGNO - Alcune delle persone presenti nell'hotel al momento dell'attacco si sono nascoste in bagno e hanno iniziato a inviare una serie di messaggi via Twitter: "Siamo sotto attacco, aiutateci" ha scritto il consulente di comunicazione Ron Ng'eno. "Sono al numero 14 di Riverside Drive, sono nascosto in un bagno e siamo sotto attacco" ha aggiunto, indicando nel messaggio l'indirizzo dell'albergo. "C'è stata una potente esplosione e poi colpi d'arma da fuoco", ha scritto ancora, chiedendo aiuto in maniera diretta all'ambasciata degli Stati Uniti. "Se muoio, amo il Signore e credo che andrò in paradiso. Per favore, dite alla mia famiglia che la amo. Vi amo Caleb, Mark e Carol", ha detto ancora, prima di aggiungere: "Siamo ancora in bagno, colpi d'arma da fuoco nell'edificio. Per favore, pregate per noi". Infine, un ultimo tweet: "La batteria del telefono è quasi scarica. Per favore, pregate".



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