Cerca

Caso Cucchi, Grasso: "Chi sa parli, lo Stato non può sopportare impunità". 'Duello' con M5S a colpi di tweet

POLITICA
Caso Cucchi, Grasso: Chi sa parli, lo Stato non può sopportare impunità. 'Duello' con M5S a colpi di tweet

Ilaria Cucchi (Adnkronos)

"Vorrei fare un appello: ci sono rappresentanti delle istituzioni che sono certamente coinvolti in questo caso. Quindi, chi sa parli. Che si abbia il coraggio di assumersi le proprie responsabilità perché lo Stato non può sopportare una violenza impunita di questo tipo". Lo ha detto il presidente del Senato, Pietro Grasso, parlando con i giornalisti a Bari, dove è intervenuto alla cerimonia del 4 novembre, al sacrario dei Caduti d'Oltremare, a proposito del caso di Stefano Cucchi.


"Intanto è doverosa e giusta - ha aggiunto - la solidarietà alle famiglie delle vittime di violenza. La violenza non può far parte della dignità di uno Stato civile, soprattutto quando viene da rappresentanti delle istituzioni. Noi speriamo di continuare a cercare la verità, nonostante ci siano state delle sentenze che non hanno saputo o potuto trovarla. Pensiamo - ha concluso Grasso - che bisogna continuare su questa strada dando la massima solidarietà ai familiari delle vittime".

C'è stato poi un botta e risposta tra Grasso e Nicola Morra. 'Palcoscenico' è Twitter, con un duello tra cinguettii partito dalla presa di posizione del presidente del Senato.

Dopo qualche ora, la replica del senatore del M5S: "Bene parole di @PietroGrasso. A furia di ricordargli noi cosa sia la giustizia, ha deciso di diventare lui M5S per la questione #Cucchi".

Un commento che il presidente del Senato non lascia cadere. E infatti commenta: "Caro @NicolaMorra63, forse sei tu che non ricordi che ho dedicato tutta la vita alla giustizia e alla legalità. Un saluto".

La chiusura tocca ancora all'esponente del M5S: "@PietroGrasso a volte 'interpreti' il regolamento del Senato, parere anche di maggioranza, ma ora si può restituire fiducia facendo giustizia".



RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.