Manovra, il vertice dell'intesa

POLITICA
Manovra, il vertice dell'intesa

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Vertice sulla manovra a Palazzo Chigi. Al tavolo, per trovare la quadra per evitare la procedura di infrazione dell’Europa, alla luce di quello 'sforzo aggiuntivo' chiesto da Bruxelles, il premier Giuseppe Conte, i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, i ministri dell'Economia e dei Rapporti col Parlamento Giovanni Tria e Riccardo Fraccaro, assieme ai sottosegretari all’Economia Massimo Garavaglia e Laura Castelli. In agenda soprattutto ecobonus, reddito di cittadinanza e riforma delle pensioni.

Tre miliardi e mezzo, stando ai rumors, mancherebbero all'appello per 'accontentare' l'Europa ed evitare 'sette anni di lacrime e sangue': questa la definizione con cui, ai piani alti di Palazzo Chigi, viene descritto il quadro che attenderebbe l'Italia nel caso in cui si imbattesse nella procedura di infrazione.

Attorno alle 20 Salvini si è allontanato a piedi da Palazzo Chigi per prendere del sushi da asporto nella vicina piazza del Parlamento. Costantemente al telefono e apparentemente nervoso, il vicepremier e ministro dell'Interno ha invitato i giornalisti a non seguirlo. Di Maio è invece arrivato nel cortile del Palazzo che ospita la sede del governo a bordo di un'auto, saltando il brindisi di Natale all'Hotel Forum con Beppe Grillo e gli altri esponenti del governo grillino.

IL 2,04% - All'arrivo a Palazzo Chigi di Garavaglia, a chi gli chiede se il governo troverà i tre miliardi e mezzo che mancano all'appello per rispondere alle richieste di Bruxelles, il sottosegretario risponde: "Io mi auguro che la partita sia già chiusa". E a chi chiede se per l'esecutivo gialloverde l'ultima offerta sia al 2,04% del rapporto deficit/Pil, "non dipende da me, io son qua, a Roma" risponde ancora il sottosegretario leghista, tagliando corto ed evitando di dire se il governo andrà a caccia di risorse aggiuntive da offrire sul tavolo della trattativa. Quanto all'ipotesi di spostare sulle imprese le risorse per i centri di impiego necessari per dare il via al reddito di cittadinanza, "non dico niente ovviamente".

Poi, sull'ecotassa per le auto in manovra al centro del braccio di ferro Lega-M5S, il sottosegretario all'Economia dice: "Tipicamente siamo contrari alle tasse ma è una cosa normale per la Lega, non è una novità". E a chi gli domanda infine se l'obiettivo sia quello di modificare la misura o a cancellarla del tutto: "Non dipende di me" risponde, prima di entrare nel cortile di Chigi per un vertice che si preannuncia lunghissimo.

ECOTASSA - In giornata, intanto, il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha ribadito la sua contrarietà all'ecotassa e Di Maio ha ricordato che "sono le ore più importanti che stiamo vivendo dal 4 marzo a questa parte. È il momento quindi di essere compatti".

"Non ci sarà nessun tassa sulle nuove auto" perché "non c’è nel contratto di governo" sottolinea Salvini, parlando a margine di un evento a Milano e confermando la contrarietà della Lega alla misura fortemente voluta dal M5S e introdotta nel primo passaggio parlamentare del provvedimento e da subito fortemente criticata.

SALVINI - Per poi archiviare la pratica, affermando: "Faccio e farò di tutto per mantenere uno per uno gli impegni sottoscritti nel contratto di governo. Non voglio andare a casa neanche un quarto d'ora prima di realizzarli".

"Questo governo andrà avanti. Più schiumano di rabbia gli affaristi che hanno prosperato per anni più noi abbiamo il dovere di andare avanti. Provano a farci litigare, ma una telefonata allunga la vita e basta chiamare Conte o Di Maio e tutto è più semplice di quello che sembra" sottolinea Salvini, "convinto che con Giuseppe e con Luigi porteremo a casa un risultato che sarà di esempio anche a tutti gli altri governi e popoli europei".

"DI MAIO - "Sono le ore più importanti che stiamo vivendo dal 4 marzo a questa parte. È il momento quindi di essere compatti, di non cedere alle strumentalizzazioni e alle provocazioni di chi vorrebbe veder naufragare tutto quello per cui abbiamo lottato e che siamo a un passo dall'ottenere. Diffondete al massimo il mio appello! E buona domenica a tutti voi!" scrive Di Maio sul Blog delle Stelle.


"Io mi fido del fatto che chi è al governo voglia realizzare quello che abbiamo scritto nel contratto. Siamo vincolati a un patto ben preciso, nel nome dell'interesse più alto che ci sia: quello del popolo italiano. In questi mesi - si legge - abbiamo già fatto tanto insieme e tanto insieme possiamo fare da qui al 2023. Il 2019 sarà l'anno del cambiamento, ma affinché sia così è necessario portare a casa la legge di bilancio e la trattativa con la Ue che si chiuderanno entrambe nei prossimi giorni".



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