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Martina: "Salvini arrogante, basta minacce"

POLITICA
Martina: Salvini arrogante, basta minacce

(Fotogramma)

di Mara Montanari e Giuseppe M. Greco


Il decreto sicurezza "va superato perché crea in due anni oltre 120mila nuove persone irregolari". Lo dice Maurizio Martina, candidato alla segreteria del Pd, in un'intervista all'Adnkronos. "Altro che sicurezza. Salvini è il ministro dell’insicurezza e mentre fa la sua propaganda via social, i sindaci fanno i conti con la realtà. Il ministro dovrebbe abbandonare la sua arroganza senza minacciare i sindaci", sottolinea.

L'ATTACCO AL GOVERNO - Quello Lega-M5S è ormai "un governo di estrema destra", dice Martina. E' un governo "illiberale. Demagogico. Vive sulla propaganda di giornata e non offre una prospettiva unitaria al paese", rimarca. "Di Maio, per rincorrere Salvini, è costretto a scene imbarazzanti come quelle di qualche giorno fa: in vacanza, sugli sci, ha annunciato la rivoluzione anti-casta. Per loro contano solo i 'mi piace' sui social, ma così una comunità si indebolisce anziché rafforzarsi".

PD IN PIAZZA - Martina lancia poi un "appello a tutti i cittadini": "Il prossimo 12 gennaio scendano nelle piazze italiane con noi. Studenti, lavoratori, pensionati, professionisti, insegnanti, imprenditori. Tutti coloro che sono stati beffati da Lega e Cinque Stelle". "Ci sono 7 miliardi di tasse in più per famiglie e imprese. Tagli alla scuola, alle politiche per la disabilità, ai pensionati. Dobbiamo lavorare all'alternativa perché - sottolinea - questo Paese non si merita un governo così".

ALLEANZE - Parlando poi delle possibili alleanze del Pd, il candidato alla segreteria dem spiega: "Il mio modello per le amministrative è Milano". "Insieme ad altri - aggiunge - ho lavorato giorno per giorno al successo di Beppe Sala e so cosa vuol dire fare una coalizione di centrosinistra aperta, unitaria, popolare e innovativa. Dal basso e non dall'alto. Se tocca a me quello sarà l'approccio ovunque".

PRIMARIE - Riguardo al rischio flop per i gazebo del Pd del 3 marzo con una affluenza minore rispetto al passato, Martina dice: "Penso che ancora una volta le primarie aperte saranno una grande festa di partecipazione democratica unica nel suo genere. Parliamo di persone in carne e ossa, non di like".

PD - "Perché votare me al congresso? Perché bisogna cambiare senza nostalgie e rancori, superare i vecchi schemi e unire il Pd - osserva -. Perché bisogna dire forte e chiaro che Lega e Cinque Stelle sono due facce dello stesso problema da sconfiggere. Perché serve un segretario che faccia solo quello". "Perché serve un riformismo radicale a partire da uguaglianza, ecologia, lavoro, democrazia ed Europa. Esiste tutto un altro Pd, diverso da quello raccontato spesso anche con toni caricaturali, che ogni giorno si batte, lavora, amministra comunità con passione, serietà, dedizione totale al bene comune. Un Pd distante dai riflettori che - dice - va reso protagonista".

LAVORO - Tornando a parlare dell'esecutivo gialloverde, il candidato alla segreteria dem sottolinea: "Questo è purtroppo un governo contro il lavoro e l'impresa. Io voglio un Pd capace di rappresentare il lavoro che cambia". "Pongo con forza la questione salariale: gli stipendi dei lavoratori dipendenti sono troppo bassi. Abbiamo troppi lavoratori poveri - spiega -. Va tagliato il costo del lavoro a tempo indeterminato per mettere più soldi nelle tasche dei lavoratori e abbattere i costi per le imprese. Altro che l'assistenzialismo improduttivo di Salvini e Di Maio". Martina prosegue: "Dobbiamo introdurre il salario minimo legale per chi non ha un contratto nazionale. Allargare le tutele ai nuovi lavori e alle partite Iva. Abolire i tirocini gratuiti. Dobbiamo garantire una quantità di base di una risorsa sempre più scarsa che è il tempo. Serve per legge un tetto di ore al mese sul modello tedesco per favorire nuova occupazione. Serve potenziare il sostegno alla partecipazione dei lavoratori agli utili d'impresa. Serve allargare gli ammortizzatori sociali in chiave universalistica. Tutto questo per fare davvero del Pd, nel Paese reale, il partito del lavoro che cambia".

MANOVRA - A proposito del ricorso del Pd alla Corte costituzionale contro la legge di Bilancio, Martina sottolinea: "Attendiamo fiduciosi il lavoro della Consulta. Il punto è che Lega e Cinque stelle hanno impedito ai rappresentanti dei cittadini di discutere il bilancio dello Stato e questo è un fatto gravissimo, senza precedenti. Quelli che osannano il popolo, al dunque - nota -, se ne sono fregati perché ostaggio della propria propaganda".

ESPULSIONI M5S - Sulle ultime espulsioni nel M5s che hanno assottigliato i numeri della maggioranza al Senato, Martina dice: "La maggioranza perde pezzi, questo è vero. Perché chi prova a ragionare sulle cose viene cacciato. Io penso che saranno disposti alle peggiori pratiche pur di rimanere saldi al potere".

IL GIOCO DELLA TORRE - Salvini, Di Maio o Conte, chi butta giù per primo dalla torre? "Diciamo che li lascio volentieri tra loro e me ne vado io. Preferisco gente meno arrogante", replica Martina.

CALCIO - Infine, alla domanda se la Lega Calcio abbia sbagliato a organizzare la Supercoppa in Arabia Saudita, dove le donne possono entrare allo stadio solo se accompagnate da un uomo, il candidato alla segreteria del Pd dice:"Per me sì. Senza dubbio". "Ci sono principi da difendere che vengono prima di qualsiasi altra cosa", conclude Martina.



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