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Svolta M5S, Di Maio rilancia

POLITICA
Svolta M5S, Di Maio rilancia

(Fotogramma)

"Oggi apriamo la discussione all'interno del movimento per la nuova organizzazione, la discussione di alcune regole", compresa l’apertura alle liste civiche. Dopo la batosta in Sardegna e i maldipancia dei ribelli, il vicepremier e ministro Luigi Di Maio, capo politico del M5S, è pronto a un restyling del Movimento.


"Non mi arrendo all'idea paragonare i risultati delle amministrative con le politiche, su questo non cederemo mai'' dice Di Maio, in conferenza stampa alla Camera e ripercorrendo tutte le precedenti amministrative, a partire dalla Calabria nel 2014: ''Ogni volta si canta la morte del cigno, la morte del M5S ma noi siamo vivi e vegeti. E lo dico non perché dica che va tutto bene, ma perché penso che le amministrative non abbiano alcun impatto sulla vita del movimento e tantomeno del governo''.

ELEZIONI - "Per riuscire a essere forti" alle amministrative, sottolinea il capo politico pentastellato, "dobbiamo darci una organizzazione. Che non è calata dall'alto. Oggi inizia una discussione. Abbiamo tanta gente che ci chiede aiuto. E' impossibile recepire tutto, serve una organizzazione che ci consenta di filtrare queste richieste. Qualcuno che faccia da collante con tante istanze. L'organizzazione del Movimento non giova solo al M5S, servirà agli italiani. Deve esistere una organizzazione a livello nazionale e a livello regionale. Questi sono i primi due temi".

Quanto alle alleanze, "nei prossimi mesi possiamo lavorare a un dialogo con vere liste civiche, ma è una discussione che va fatta con calma -verrà data una settimana agli iscritti per ragionarci- e verranno tratti contributi, poi, solo in seguito, verranno le votazioni'' dice Di Maio, ribadendo che gli ''attivisti devono votare molto più''. Sulle liste civiche, insiste, "inizierei con delle sperimentazioni. Ci sono liste fabbricate in provetta che non ci interessano" mentre "ci sono gruppi civici che sul territorio" collaborano col Movimento e "questo può essere interessante. Ma ci vuole tempo, non abbiamo fretta". Il percorso per decidere sulle eventuali alleanze con le civiche richiederà tempo, proprio per "evitare trappole".

Il capo politico del M5S interviene anche sulla regola dei due mandati per i sindaci M5S, e sulla possibilità di derogare e consentire un terzo mandato, ''ci sarà dibattito, nell'area di ascolto su Rousseau - annuncia -. Ma ne discuterò anche con i parlamentari, con gli stessi sindaci, faremo una sezione''.

GOVERNO - Sulla tenuta del governo, assicura che l'esecutivo "va avanti per cinque anni, ci sono ancora quattro anni di governo". Nonostante le critiche "siamo sempre più forti e coesi e porteremo a casa tutti i punti del contratto". Smentisce l'ipotesi di una manovra bis "Non credo ci sia bisogno", e lo slittamento sulla legittima difesa: "Tutto il cronoprogramma delle leggi non cambia. È una fake news che avrei chiesto di rimandarla''.

Quanto al M5S, "al governo cresce e può innovarsi ancor di più per rispondere alle esigenze dei cittadini. Ci hanno dato mandato per risolvere i problemi e lo stiamo facendo: 8 provvedimenti su 10 di questo governo sono del M5S'' rivendica ancora il vicepremier, chiarendo che "il ruolo del capo politico si discute tra quattro anni, la carica dura cinque anni", "è chiaro che dobbiamo organizzarci meglio e il dibattito che stiamo aprendo si fonda sul fatto che non si può stare al governo centrale" e "filtrare" le esigenze del territorio senza una organizzazione.

RIORGANIZZAZIONE 5S - "Nei prossimi giorni avvieremo una raccolta delle proposte degli iscritti che durerà una settimana sui vari argomenti tematici per immaginare la nostra nuova organizzazione, quali regole vogliamo migliorare e quali nuove vogliamo introdurre", questo uno dei passaggi del lungo post con cui Di Maio, dal blog delle Stelle, dà il via alla riorganizzazione del M5S, con quattro aree di ascolto dove avranno luogo le discussioni su Rousseau, ovvero: Organizzazione nazionale e locale del MoVimento; Rapporti con le liste civiche sul territorio; Nuove regole per i consiglieri comunali; Temi relativi alle votazioni su Rousseau. I risultati delle amministrative, spiega, "non ci devono stupire. Non abbiamo mai vinto delle elezioni regionali e il risultato non è confrontabile con quello delle politiche. Ma è chiaro che con una nuova organizzazione e valorizzando il ruolo dei consiglieri comunali che abbiamo su tutto il territorio, saremo in grado - di dice certo Di Maio - di affrontare con nuovo slancio i problemi delle singole regioni e dei singoli comuni".

"Dal 2009 gli strumenti di cui ci siamo dotati sono stati fondamentali per spargere il verbo, come diceva Beppe Grillo - cita Di Maio - e ci hanno permesso di far arrivare il nostro messaggio a milioni di persone in tutta Italia. Ora è necessario dotarci di altri, nuovi strumenti che ci consentano di radicarci e di coordinarci meglio. Magari sbaglierò, non farò tutto perfettamente, ma so che con i vostri consigli e il vostro aiuto faremo come sempre la scelta giusta".

CASO DICIOTTI - Capitolo Diciotti, alla domanda se espellerà i dissidenti che si rifiuteranno di votare contro l'autorizzazione a procedere nei confronti del ministro Salvini, Di Maio sottolinea che "il voto degli iscritti va rispettato", perché è stato un voto sul blog a "mandare i parlamentari in Parlamento. I nostri iscritti decidono. Non sono mai stato così sicuro di una votazione come quella". Il capo politico del M5S ribadisce inoltre che i risultati della votazione sul blog non vanno usati "per discorsi alla Cirino Pomicino. Credo sia giusto e sano che in una forza politica si dibatta ma quando si decide si decide".

RAPPORTI CON GRILLO - Sul presunto diverbio con Grillo, riportato dalla stampa, Di Maio assicura che 'Con Grillo ci siamo sentiti 10 minuti fa, non c'è nessun diverbio eppure ad ogni voto per le amministrative escono frasi, virgolettati... Non c'è nessun problema con lui, basta con queste sciocchezze: vi ringrazio per quel che scrivete, ci costringete a sentirci ancor di più''.

EUROPEE - L'obiettivo per Di Maio è "non far fare 51% al Ppe e Pse: questo è il mio obiettivo dal punto di vista delle Europee. Il nuovo gruppo potrà essere uno degli aghi della bilancia del parlamento europeo e contrastare le politiche di austerity: cambiamo l'Europa per aiutare l'Italia e rimetterla al centro".



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