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Europee, sui social dei candidati vince l''hate speech'

POLITICA
Europee, sui social dei candidati vince l''hate speech'

I simboli depositati per le europee

Una campagna elettorale segnata da toni prevalentemente negativi, in cui quasi la metà dei contenuti pubblicati online ha un taglio critico. Rari quelli costruttivi, che faticano a emergere: i più premiati in termini di condivisioni, like e repliche sono i post e i tweet sui temi trattati in modo molto negativo. Sono le tendenze emerse dal monitoraggio sui social media condotto da Amnesty international Italia in vista delle europee di domenica.


L'indagine ('Il barometro dell'odio') si è concentrata nel periodo 15 aprile-24 maggio e ha riguardato i contenuti pubblicati su pagine Facebook e account Twitter dei candidati ai seggi italiani, dei leader di partito ai quali fanno riferimento con l'osservazione delle reazioni e delle risposte degli utenti. Sono stati analizzati oltre 50mila contenuti sui social. 'Minoranze religiose' e 'immigrazione' sono i temi che hanno generato la maggiore incidenza di discorsi d'odio tra i politici, rispettivamente col 16% e il 10% dei contenuti negativi pubblicati dai candidati monitorati.

In particolare, spiega la sintesi dei dati, la maggior parte dei contenuti analizzati sul tema minoranze religiose fa riferimento alla comunità musulmana in Italia e all'estero. Allargando lo sguardo a tutti i contenuti negativi, è 'immigrazione' (tutto ciò che è inerente a migranti, rifugiati, persone con background migratorio) l'argomento che scatena la maggiore percentuale di polemiche sui social media con il 78% (quasi 4 su 5) di contenuti negativi. Seguono, poco distanti, 'rom', 'minoranze religiose' e 'donne' col 77%, poi 'Lgbti' col 65%.

Scorrendo ulteriormente la classifica verso il basso incontriamo 'solidarietà' 61%, 'povertà' 54%, 'Europa' 47% . L'accezione del dibattito online, quindi, è molto negativa, con quasi la metà dei contenuti caratterizzati da questo tono. A determinare tale tendenza soprattutto gli utenti generici, che -in linea col dato complessivo- nel 48% dei casi si esprimono in modo critico sui temi trattati, cifra che scende al 16% per i post e i tweet dei politici, più propensi a usare toni neutri e/o positivi.

Gli argomenti trattati in modo più negativo corrispondono a quelli che generano la maggiore quantità di like, condivisioni, repliche: i post e i tweet dei candidati che ne ottengono di più sono quelli relativi a 'immigrazione' (54% di contenuti dei politici su questo tema negativi, in media per post/tweet, 1522 like, 392 condivisioni e 190 repliche), 'minoranze religiose' (57% di contenuti dei politici su questo tema negativi,in media per post/tweet 1230 like, 399 condivisioni e 156 repliche) e 'rom' (67% di contenuti dei politici su questo tema negativi,in media per post/tweet 805 like, 374 condivisioni e 158 repliche).

Interessante osservare come è stato trattato il tema 'Europa' . A parlarne sono soprattutto i candidati (con il 14% di incidenza per loro è il primo tema, seguito da 'immigrazione' e 'solidarietà') e lo fanno in modo negativo solo nel 14% dei casi. L'argomento immigrazione continua ad avere il peso maggiore in questo insieme, rappresentando l'argomento al centro del 62% dei contenuti. Seguono, a distanza, 'solidarietà' e 'minoranze religiose' (11%), 'povertà socio-economica' (5%), 'rom' (4%), 'donne' (3%) e Lgbti (0,5%). Continua a essere poco presente nel dibattito su diritti umani e civili, invece, 'disabilità'.



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