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Salvini contro Nutella: "Usate nocciole italiane"

POLITICA
Salvini contro Nutella: Usate nocciole italiane

(Foto Fotogramma)

"Mi addolcisco la giornata, visto che sono uno dei massimi consumatori italiani di Nutella e derivati, con un appello alla Ferrero, 'comprate italiano'. La Nutella è dolce perché c'è lo zucchero, ma in Italia sono rimasti solo due zuccherifici". Così Matteo Salvini, parlando in diretta Facebook, si rivolge all'azienda dolciaria di Alba. "Signori Ferrero - chiede - comprate zucchero italiano, nocciole italiane, latte italiano. Posso chiedere alle aziende che hanno tanti appassionati clienti in Italia di comprare prodotti italiani?".


Il leader della Lega è tornato a parlare della crema spalmabile tra le più famose al mondo dopo che ieri, a Ravenna, a chi gli ricordava di mangiare la Nutella: "La Nutella? Ma lo sa signora che ho cambiato? Perché ho scoperto che usa nocciole turche, e io preferisco aiutare le aziende che usano prodotti italiani, preferisco mangiare italiano, aiutare gli agricoltori italiani", spiega.

Alberto Cirio - "La dichiarazione di Salvini non era sicuramente un attacco alla Nutella ma legata alla follia di Bruxelles di mettere un semaforo per dire i cibi che fanno bene e quelli che fanno male". Cosi il presidente del Piemonte, Alberto Cirio, che intervistato da Rainews ha ricordato che "la Ferrero consuma il 40% delle nocciole del mondo quindi sarebbe difficile che potesse usare solo le nocciole italiane perché le finirebbe in una settimana". "Il significato del messaggio di Salvini era altro - ha osservato ancora - non possiamo subire l’ennesimo attacco dei paesi del Nord Europa che vorrebbero dire che un prosciutto crudo non fa bene perché ha una percentuale di sale elevata rispetto a uno che magari viene fatto in Inghilterra o da altre parti perché ne ha di meno". "Si vorrebbe mettere sui prodotti alimentari un semaforo che se ha il simbolo rosso vuol dire che quello che stai mangiando fa male, se è verde si può mangiare, se e’ giallo si deve fare attenzione. Questa è un’induzione all’acquisto per indirizzare un certo tipo di mercato", ha concluso Cirio.

Osvaldo Napoli - "Se tutti sapessero, non solo Salvini, che l’Italia non è in grado di produrre la quantità di nocciole necessarie alla Ferrero per produrre l’ineguagliabile Nutella oggi la politica si occuperebbe di cose molto più serie e urgenti. Invece il demone della propaganda elettorale riesce a fare danni terribili, anche preterintenzionali. Ferrero è sinonimo di qualità, e come tale quel brand è uno dei migliori biglietti da visita del Made in Italy". Lo scrive in una nota Osvaldo Napoli, del direttivo di Forza Italia alla Camera.

"Attaccare Ferrero perché compra nocciole dalla Turchia -avverte- non è una gran trovata. Quelle nocciole non sono islamiche e non possono essere fermate alla frontiera da un qualsiasi decreto sicurezza. La globalizzazione contro cui si battono ciecamente sovranisti e populisti è stata una delle migliori invenzioni degli ultimi decenni, a patto che un Paese sappia farne l’uso migliore e più intelligente. Io, da piemontese, dico: prima la Nutella! E non solo perché è buona, ma perché migliaia di famiglie lavorano alla Ferrero e grazie a questa azienda sbarcano il lunario meglio che in altre aziende", conclude Napoli.

Davide Serritella - "La Ferrero ha una storia e una reputazione che hanno reso questo marchio tra i più affidabili e amati al mondo. Attaccare un’azienda di questo livello senza neanche sapere ciò di cui si parla è una vergogna". Cosi’, in una nota, il deputato del Movimento Cinque Stelle Davide Serritella dopo le dichiarazioni di Matteo Salvini.

"Il Piemonte - aggiunge l’esponente pentastellato - è orgoglioso di sapere di avere nel proprio territorio un’azienda così prestigiosa. Oggi Salvini non sapeva cosa fare e dopo Medjugorje si è inventato che la Nutella, uno due prodotti più amati e più venduti al mondo, è fatta di nocciole turche e non italiane. Eppure quando si parla si dovrebbe conoscere l’argomento". "La Ferrero compra nocciole da tutto il mondo perché produce per tutto il mondo e le sole nocciole italiane non basterebbero a tanta richiesta. Dovrebbe chiedere scusa, Salvini, alla Ferrero, ai suoi 6 mila lavoratori, e all’Italia che dall’eccellenza di questa azienda è rappresentata", conclude Serritella.



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