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M5S, positivi 2 senatori: tamponi per tutto il gruppo

POLITICA
M5S, positivi 2 senatori: tamponi per tutto il gruppo

Due senatori M5S sono risultati positivi al test Coronavirus e per tale ragione tutti i senatori pentastellati stanno eseguendo l'esame del tampone.


Nei giorni scorsi Francesco Mollame aveva già annunciato di essere risultato positivo, e per questo ha partecipato solo in video conferenza alla recente assemblea dei gruppi. "Buongiorno, ritengo di ringraziare pubblicamente quanti hanno espresso i loro auguri ... tanti ... E quando si sta molto male ed isolato anche un semplice saluto dà forza, non fa sentire soli ... ispira un sorriso. Confesso di essere stato fortunato nella mia vita non avendo sofferto mai per gravi patologie ... mai stato così male; questo virus è proprio una gran brutta bestia", scrive su Facebook Mollame, ringraziando per i messaggi di solidarietà ricevuti alla notizia della positività al Covid. "Ma ciò che non uccide fortifica ... Ringrazio ancora quanti operano in prima linea e quanti si sono adoperati da mesi nel predisporre tutte le misure necessarie a combattere questo nemico planetario. Al loro impegno ed al loro lavoro ci affidiamo", ha aggiunto.

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"Il tampone che ho effettuato nella giornata di ieri ha dato esito positivo. Per correttezza nei confronti di tutti e per i giornalisti che proveranno a chiamarmi, vi informo che giovedì ho preso parte all'assemblea dei senatori del Movimento 5 Stelle, munito di mascherina e nel rispetto del distanziamento sociale nei confronti dei presenti", scrive su Fb il senatore M5S, Marco Croatti aggiungendo: "Da lunedì pomeriggio sono in quarantena in casa: invito di nuovo tutti voi che mi seguite ad avere massima cautela e a prendere i vari accorgimenti del caso, perché solo rispettando tutti insieme le indicazioni che ci vengono date potremo avere la meglio su questo virus".

Intanto sono stati sospesi per la giornata di oggi - in via precauzionale - i lavori al Senato. Non era prevista la riunione dell'aula oggi, ma quelle di commissioni e giunte. Il provvedimento vale solo per la giornata di oggi e per gli organismi in questione, mentre per le sedute di domani, sempre di commissione visto che in questa settimana non sono in calendario lavori l'Aula, si valuterà nelle prossime ore. E' quanto di apprende da fonti di palazzo Madama.

Il Collegio dei questori di Palazzo Madama comunica che il senatore M5S Mollame "non frequenta i locali del Senato a far data dal 10 settembre". "Alle 9.15 di oggi si è venuti a conoscenza della positività al Covid 19 del senatore Croatti, il quale ha avuto l'ultimo accesso agli stessi locali il giorno 24 settembre", sottolineano ancora i questori del Senato, che aggiungono: "Si è pertanto effettuata immediatamente la mappatura dei 'contratti stretti' in Senato dichiarati dal medesimo senatore Croatti e si sono svolte le verifiche mediche previste dalla normativa vigente". "Come sempre - concludono i questori - i locali delle Commissioni e dell'Assemblea sono già stati sanificati".

M5S - "La positività al Covid-19 di due colleghi del Senato, ai quali auguro una pronta guarigione, rende oggi più che mai urgente la questione del voto a distanza. In un momento così importante per il Paese, dove il fattore tempo è certamente centrale, non possiamo certo pensare di bloccare i lavori dell'Aula. Il rischio è che si rallenti o, peggio, si paralizzi il sistema parlamentare. In merito, avevo depositato una proposta di modifica del regolamento per il voto online", fa sapere la senatrice M5S Elena Botto.

La parlamentare spiega: "Nel caso di urgenze indifferibili ed eccezionali, previo parere unanime della Giunta per il Regolamento, ho proposto che il Presidente del Senato consenta l'espressione del singolo voto a distanza con il sistema telematico, sia nelle Commissioni permanenti che in Assemblea, con modalità idonee a garantirne la libertà e l'identità di ogni singolo senatore. Auspico dunque si accolga la proposta di modifica per permettere il voto a distanza in caso di: dichiarazione dello stato di emergenza nazionale ovvero in caso di un pericolo imminente che minaccia il Paese; di gravidanza, maternità, paternità o malattia grave che impediscano lo svolgimento della funzione parlamentare, e tenuto conto delle circostanze particolari che lo giustificano; o di forza maggiore, qualora eventi di eccezionale gravità minaccino in maniera immediata il regolare svolgimento dei lavori dell'Assemblea e delle Commissioni", conclude Botto.



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