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Fedez 1 maggio, politica si accende su censura e Rai

02 maggio 2021 | 12.29
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Dopo l'intervento del rapper al concerto, il dibattito si infiamma. Letta: "La Rai si scusi". Salvini: "Polemica interna alla sinistra"

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Fedez e il concerto del primo maggio, il caso -tra Twitter e denunce di censura- irrompe nel dibattito politico. Al concerto del primo maggio il rapper ha attaccato la Lega per l'ostruzionismo al ddl Zan contro l'omofobia. Sui social, con video pubblicati su Twitter e Instagram, l'artista ha denunciato il presunto tentativo di censura della Rai. Da ieri sera, i temi sono diventati argomento di discussione per tutta la politica. Una polemica tutta interna alla sinistra taglia corto Matteo Salvini.

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"Ci aspettiamo scuse dalla Rai, un chiarimento. Io voglio ringraziare Fedez, il fatto che uno come lui parli di questi temi rende possibile di rompere questo tabù" visto "che sembra che non si può parlare di diritti perché siamo in pandemia", dice Enrico Letta, segretario del Pd, ospite di Radio24. "Io - spiega - sono perfettamente d'accordo con le sue parole".

Voci di consenso anche dall'area del Movimento 5 Stelle. "Io sto con Fedez. Nessuna censura", scrive su Facebook Giuseppe Conte, postando una foto dell'artista. Mentre Luigi Di Maio, ministro degli Esteri, afferma: "Conosco Fedez da tempo, oltre ad essere un cantante di grande talento è una persona che in tutto quello che fa ci mette sempre il cuore. Ogni artista deve avere la possibilità di esibirsi liberamente, esprimendo le proprie idee e mostrando la propria arte. La musica è qualcosa di profondo che molto spesso ci permette di capire e affrontare problematiche legate alle persone e alla nostra società", scrive. "La musica è libertà - prosegue il post - trasmette emozioni e ci aiuta a comprendere, analizzare, maturare. Penso che il rispetto sia la cosa più importante e stia alla base di tutto, significa saper accettare le critiche e le idee diverse dalle nostre. E un Paese democratico non può accettare alcuna forma di censura", conclude Di Maio.

Per il sottosegretario di Stato al ministero degli Affari Esteri Manlio Di Stefano, "la cosa inquietante è la semplicità con la quale degli alti funzionari Rai 3 parlano di sistema cui adeguarsi. Evidentemente l’addestramento parte da lontano". "Si dimettano gli addestratori di ogni ordine e grado e si proceda con le proposte di riforma Rai in parlamento"., scrive su Twitter.

Anche Nicola Zingaretti e Virginia Raggi stanno col rapper. "Fedez ha citato frasi ed espressioni di alcuni politici della Lega. Forse ora se ne vergognano, ma certo la soluzione non può essere la censura di un artista", scrive su Instagram il presidente della Regione Lazio. "Ricordiamoci - aggiunge - che ci sono esseri umani picchiati e offesi solo per quello che sono. Dovrebbe essere naturale approvare una legge che li tuteli. Questa è la legge Zan e va approvata". "Fedez è stato un grande e ha ragione. Bisogna ripartire dal lavoro, dal sostegno a chi è rimasto indietro e dai diritti di tutti" è il tweet di Raggi.

Nel Pd e nel M5S c'è anche chi chiede le dimissioni dei vertici Rai. "C'è poco da discutere, si colga questa occasione per fare ciò che finora non si è stati capaci di fare: siano rimossi i responsabili di questo scempio e si dia al servizio pubblico la dignità necessaria all'informazione di un paese civile! Un sincero grazie a Fedez per aver denunciato, non è da tutti", scrive su Facebook Giuseppe Brescia, presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera e deputato del MoVimento 5 Stelle, postando la telefonata dei vertici Rai al cantante.

Sulla stessa linea il deputato dem Michele Bordo, membro della commissione di Vigilanza Rai. "Ho chiesto le dimissioni dei vertici #Rai coinvolti nella vicenda della censura a Fedez. La libertà di espressione in Rai deve essere tutelata sempre. A nessuno può essere consentito di minare questo valore", ha scritto su Twitter.

Critico anche Alessandro Di Battista: "Credo che i dirigenti Rai che hanno provato a censurare (senza neppur aver avuto il coraggio di assumersene le responsabilità) il discorso lineare ed onesto di Fedez debbano saltare. Punto. La Rai è pagata con il denaro di tutti, il controllo politico della televisione pubblica deve finire. Fino a che non "salteranno" le teste di coloro che eseguono gli ordini di chi li ha piazzati lì infischiandosene del fatto che i loro reali datori di lavoro sono i cittadini e non i partiti (e questo discorso vale per tutti) l'Italia non sarà mai un paese libero", si legge su Facebook.

“C’è un articolo della Costituzione, l’articolo 21, che nessun presunto contesto può limitare o condizionare. Nemmeno in Rai. Soprattutto in Rai, che è un servizio pubblico che deve garantire libertà d’espressione e di opinione a tutte e tutti e informare sui temi nel merito favorendo un confronto largo e plurale”, scrive in una nota la capogruppo Pd in commissione di Vigilanza Valeria Fedeli. “Nel video pubblicato ieri da Fedez per rispondere all’azienda che aveva negato il tentativo di censura, c’è la risposta alla domanda su chi avesse tentato di condizionare l’esibizione del rapper sul palco del concerto del 1 maggio. Credo però che debba essere fatta ulteriore chiarezza e che soprattutto si debba puntare a un forte rinnovamento della governance e rilancio della mission della Rai. Tra pochi giorni scadranno gli attuali vertici. governo e Parlamento facciano scelte mirate esclusivamente a qualità, competenza, autonomia per restituire al servizio pubblico, alla più grande azienda culturale del Paese il ruolo, la dignità, la centralità che merita”, conclude Fedeli.

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