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Usa: Ferguson genitori di Michael Brown fanno causa alla città

23 aprile 2015 | 15.07
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Lo hanno annunciato i legali della famiglia che depositeranno oggi il ricorso civile contro l'amministrazione cittadina per l'azione di Darren Wilson, l'agente che il 9 agosto scorso uccise il 18enne afroamericano. Lo scorso novembre un grand jury decise di non incriminare l'agente

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(Foto Infophoto)

I genitori di Michael Brown, il ragazzo afroamericano disarmato ucciso da un poliziotto bianco l'estate scorsa in un sobborgo di St.Louis, fanno causa alla città di Ferguson per l'uccisione del figlio. Lo hanno annunciato i legali della famiglia che depositeranno oggi il ricorso civile contro l'amministrazione cittadina considerata responsabile dell'azione di Darren Wilson, l'agente che il 9 agosto scorso sparò ed uccise Brown innescando l'inizio di mesi di proteste che si sono allargate in tutto il Paese per i troppi casi di violenza della polizia contro gli afroamericani.

Le proteste sono riesplose lo scorso novembre dopo che il grand jury convocato dopo le proteste nazionali e le pressioni del governo federale per decidere se incriminare l'agente lasciò andare libero senza alcuna accusa Wilson. Già allora e nei mesi scorsi gli avvocati della famiglia Brown avevano fatto capire che avrebbero intentato una causa civile per "wrongful death", che permette di avviare un procedimento per omicidio, anche in assenza di processo penale. O anche in caso di una precedente assoluzione, come nel famoso caso di O.J. Simpson, assolto nel processo penale per l'omicidio della moglie e poi condannato in quello civile.

La mossa dei legali di Brown arriva dopo che il dipartimento di Giustizia ha dichiarato di non avere trovato prove sufficienti per avviare un processo federale civile nei confronti di Wilson, che si è dimesso dal dipartimento di polizia poco dopo la decisione del grand jury. Continua, invece, un'altra inchiesta federale avviata sulle pratiche considerate di discriminazione razziale attuate dal dipartimento e dell'amministrazione municipale di Ferguson. L'inchiesta nei mesi scorsi ha provocato le dimissioni, o il licenziamento, di molti vertici dell'amministrazione della città che la scorsa estate aveva solo 3 agenti afroamericani su 53 nonostante la sua popolazione sia al 67% nera.

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