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G20 Venezia: avanti sulle valute digitali per facilitare i rapporti commerciali tra le nazioni

09 luglio 2021 | 13.30
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Tra i temi in discussione all'appuntamento veneziano dei Ministre delle Finanze del G20, anche quello relativo allo sviluppo delle valute digitali nazionali

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- Da G20.org

Il commissario europeo all'Economia Paolo Gentiloni ha dichiarato: “Sono piuttosto ottimista”. Il riferimento è all'accordo nel G20 per una tassazione minima delle multinazionali a livello globale: “Tutti i membri del G20 hanno concordato a livello Ocse di avere un nuovo sistema di tassazione più equo. Le grandi multinazionali devono pagare le tasse dove realizzano i profitti e dobbiamo evitare la corsa al ribasso, ai paradisi fiscali, e avere una tassazione minima effettiva ovunque. Penso che ci siamo vicini e faremo del nostro meglio anche in Europa, per tradurre questo accordo in pratica nei prossimi mesi”.

I Ministri delle Finanze e i Governatori delle Banche Centrali (MFGBC) del G20, si riuniscono in questi giorni per la terza volta sotto la Presidenza italiana del G20 a Venezia. L'appuntamento veneziano, che si concluderà domenica 11 luglio con la conferenza G20 sul clima, è il primo incontro in presenza del filone finanziario da febbraio 2020. Tra i temi affrontati, oltre alla politiche sul clima e alla tassa minima per le multinazionali, molte delle quali orbitano attorno alle tecnologie, c'è anche quello relativo allo sviluppo delle valute digitali nazionali. Il rapporto congiunto del Comitato per i pagamenti e le infrastrutture di mercato della Bri (Cpmi), del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale, rivela come il progetto sull'euro digitale possa migliorare l'efficienza del mercato dei pagamenti transfrontalieri a patto che lo sviluppo sia condotto in collaborazione tra tutti i paesi.

Integrazione e cooperazione sulla base di standard comuni nella costruzione delle infrastrutture per i pagamenti: da questo può partire una collaborazione che punti necessariamente sull'interoperabilità tra le divise digitali. Circa il 90% delle banche centrali del mondo sta infatti attualmente cercando di creare versioni digitali delle proprie valute, sollevando interrogativi su come funzioneranno e opereranno tra loro. Ha spiegato Jon Cunliffe, Presidente del Comitato pagamenti della Bri e Vice Governatore della Bank of England: “Le CBDC (valute digitali della banca centrale) offrono l'opportunità di partire con una tabula rasa. È di fondamentale importanza che le banche centrali tengano conto della dimensione transfrontaliera. Riformare i pagamenti transfrontalieri per renderli più economici, veloci e affidabili è una priorità e il G20 ha approvato una tabella di marcia per affrontare le sfide chiave”. “Le implicazioni delle CBDC, anche se destinate esclusivamente all'uso domestico, andranno oltre i confini nazionali”, ha aggiunto Tobias Adrian, consigliere finanziario e direttore del dipartimento monetario dell'FMI.

L'euro digitale è un progetto che è visto favorevolmente dagli europei, come ha ricordato anche Christine Lagarde, presidente Bce, agli State of the Union 2021 dello European University Institute di Firenze: “Se si presta ascolto a ciò che ci stanno dicendo gli europei, è che sono molto interessati, lo vogliono, la pandemia ha accelerato questo processo e oltre il 60% degli europei dicono che piacerebbe loro usare un mezzo di pagamento come l'euro digitale”. In questo senso, Fabio Panetta, Membro del Comitato esecutivo della BCE, ha presentato di recente dinanzi alla Commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento europeo l’esito della consultazione pubblica della Bce su un euro digitale: “Abbiamo ricevuto oltre 8.000 risposte, il numero più elevato mai registrato per una consultazione pubblica della Bce. La privacy è considerata l’aspetto più importante di un euro digitale nel 43 per cento circa delle risposte. Tuttavia i partecipanti riconoscono che l’euro digitale debba essere dotato di caratteristiche in grado di impedire attività illecite come il riciclaggio di denaro o il finanziamento del terrorismo. Altre caratteristiche rilevanti sono la possibilità di utilizzare l’euro digitale per pagamenti sicuri (al primo posto per il 18% dei partecipanti), in tutta l’area dell’euro (menzionato dall’11% dei partecipanti), senza costi aggiuntivi e offline (evidenziato dal 9 e dall’8% dei partecipanti rispettivamente). Cittadini e professionisti convengono che un euro digitale debba essere integrato nelle attuali infrastrutture di pagamento”.

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