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Innovazione: GammaDonna, donne determinanti per futuro imprese

03 novembre 2016 | 15.06
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"Un’impresa è anzitutto persone. Persone che devono essere disponibili a cambiare mentalità, a contaminarsi e a sperimentare nuovi modelli. E in questo senso il contributo di donne e giovani può essere determinante". A dirlo oggi Mario Parenti, presidente di GammaDonna, in occasione della presentazione dell’8° edizione del Forum nazionale dell’Imprenditoria femminile e giovanile a Milano.

"Saranno le giovani -ribadisce- i protagonisti dell’evento in programma a Milano, presso la sede de Il Sole 24Ore, il prossimo 10 novembre, 'Open your mind, open your business. Sul filo dell’Open Innovation'. Inserito nella Global Entrepreneurship Week 2016, il Forum è promosso dall’associazione no profit GammaDonna, con il sostegno del Comitato per l’Imprenditoria femminile e del tavolo Giovani della Camera di commercio di Milano, sotto il patrocinio di ministero dello Sviluppo Economico, Regione Lombardia, Città di Milano e Unioncamere".

All’incontro sono stati presentati programma e format del Forum e svelati i nomi delle 6 finaliste del Premio GammaDonna 2016: Cristina Angelillo, Marshmallow Games; Giulia Baccarin, Mipu; Carla Delfino, ScappaTopo; Alessandra Di Fede, Kedea Design; Anna Fiscale, progetto Quid; Marianna Poletti, Just Knock. In palio un master della 24Ore Business School e un gioiello offerto da Liu·Jo Luxury.

Tra le cinquanta candidature pervenute da tutta Italia, l’età media si è attestata sui 32 anni, con un livello di istruzione medio-alto. Le aziende, in rappresentanza di un ampio spettro di settori produttivi, sono giovani (l’80% ha meno di 10 anni), con fatturati mediamente attorno 60-70.000 euro e organici di poco inferiori ai 10 dipendenti.

Per il 70% dei casi si tratta di società di capitali che si finanziano con mezzi propri, ma anche facendo ricorso a venture capital, business angels e crowdfunding. L'innovazione aperta è caratterizzata da forme di collaborazione con altre imprese a livello nazionale e internazionale; il 55% delle candidature ha legami con università e centri di ricerca.

La quasi totalità ritiene innovativa la sua azienda, con prospettive di business in crescita. Quasi tutte hanno sviluppato nuovi prodotti, 1 su 3 ha depositato brevetti e il 64% ha attuato forme di smartworking. Le sfide da affrontare sono, nell’ordine: affermarsi sul mercato nazionale, l’internazionalizzazione e il rafforzamento del brand. Significativo che la squadra sia emersa come di gran lunga il principale fattore di successo aziendale (93%), seguito da prodotti e servizi competitivi (71%), mentre solo terza si classifica la capacità dell’imprenditore/trice (60%). La disponibilità di capitali è considerata importante soltanto nel 12% dei casi.

Sarà assegnato a Mary Franzese di Neuron Guard, startup biomedicale, il Giuliana Bertin Communication Award 2016, riconoscimento voluto dall’agenzia Valentina Communication, ideatrice del format del GammaForum, per l’imprenditrice che meglio ha saputo raccontare e promuovere l’azienda sui canali media, tradizionali e social.

“A Milano -ha commentato l’assessore alle Politiche per il lavoro, attività produttive e commercio del Comune di Milano, Cristina Tajani- il lavoro è sempre più declinato al femminile. In una città dove il 65% delle donne tra i 20 e i 64 anni è occupata, iniziative come il GammaForum possono rappresentare un osservatorio privilegiato da cui partire per comprendere come sia cambiato il mondo del lavoro per l’universo femminile.”

In occasione dell'evento sono stati diffusi anche i dati del Terzo rapporto nazionale Unioncamere sull’imprenditoria femminile 'impresa in genere', da cui emerge che più dinamiche, più giovani, più multiculturali: sono le imprese femminili, che, cresciute tra il 2010 e il 2015 di 35mila unità, rappresentano il 65% dell’incremento complessivo dell’intero tessuto imprenditoriale italiano. Un milione e 312mila imprese (21,7% del totale) che danno lavoro a quasi 3 milioni di persone, crescono più velocemente di quelle maschili, quasi del doppio, e in cui il 14% è guidato da under 35. Una percentuale che ancora una volta supera quella maschile.

Forse per questo le imprenditrici sono sempre più innovative: nello stesso quinquennio, le imprese rosa legate al mondo digitale sono aumentate del 9,5% contro il +3% del totale e se nel 2010 le startup innovative femminili erano solo il 9,1%, nel 2014 sono diventate il 15,4%.

"Un tasso crescente che -osserva Federica Ortalli, presidente del Comitato IF della Camera di commercio di Milano- si spiega senz'altro con un più diffuso supporto pubblico all’iniziativa economica delle donne, che trovano spesso nel fare impresa una risposta alla mancanza di soluzioni occupazionali, oltre che una strategia per conciliare lavoro e famiglia”.

A questi dati si sommano quelli relativi alla spinta data all’economia italiana dalle imprese costituite dagli under 35 tout court che rappresentano il 54,1% del saldo complessivo delle imprese italiane. "I giovani hanno il dovere di essere portatori di innovazione -sottolinea Mattia Macellari, presidente dei Giovani Imprenditori di Assolombarda- Le nostre aziende necessitano di continui stimoli per costruire nuovi vantaggi competitivi e crescere in un mercato sempre più dinamico che non perdona comportamenti non ambiziosi e lungimiranti".

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