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Gli autosospesi Pd fanno un passo indietro. Ma Mineo: ‘’Nessuna resa. Battaglia continua’’

17 giugno 2014 | 12.28
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Rientrano i 14 senatori dem che si erano autosospesi dopo il caso Mineo. La decisione definita in una riunione nell’ufficio di Vannino Chiti all’indomani del chiarimento con il capogruppo Zanda. Resta comunque l’amarezza per le sostituzioni

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Corradino Mineo (Infophoto) - INFOPHOTO

Una riunione di due ore, questa mattina, nell’ufficio di Vannino Chiti e la decisione dei 14 senatori autosospesi dopo il caso Mineo è quella di rientrare nel gruppo. Una decisione presa dopo il chiarimento, ieri, con il capogruppo Luigi Zanda che ha specificato che l’articolo 67 vale per tutti i parlamentari, sia in aula che in commissione. Detto questo, resta l’amarezza per le sostituzioni in commissione ma insieme, resta ferma la volontà di portare avanti la battaglia sulla riforma del Senato. “Abbiamo presentato i nostri 25 emendamenti in commissione -spiega Massimo Mucchetti- e se non verranno approvati, li ripresenteremo in aula. Oggi più che mai, portiamo avanti la nostra battaglia anche perché le cose sono in movimento. Il governo sta per incontrare i cinquestelle, c’è un dialogo con la Lega... insomma, vediamo che cosa accade”. Quanto alla decisione di rientrare nel gruppo, Mucchetti sottolinea: “Nessuno di noi ha mai pensato di lasciare il gruppo del Pd. Non siamo mica Turigliatto...”.

Anche per il protagonista del caso non si tratta di alzare bandiera bianca. “Nessuna resa - twitta Corradino Mineo - Con @VanninoChiti una battaglia in difesa della Costituzione che continuerà nelle forme e con gli alleati disponibili.@pdnetwok”.

Alla riunione non ha partecipato Felice Casson ancora impegnato in una missione all’estero. A breve, viene riferito, i 14 spiegheranno le loro ragioni in un comunicato congiunto.

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