Il ministro dell'Economia: "Previsioni già oggi discutibili, in prossime settimane adeguamenti". E aggiunge: "Non chiedo deroghe Patto ma prontezza, rigidità Ue non sta in piedi". Da cdm via libera anche ai nuovi 5 sottosegretari
Il Consiglio dei ministri ha approvato, nel corso della seduta odierna, il Documento di finanza pubblica (Dfp), atteso a Bruxelles. Via libera anche ai nuovi 5 sottosegretari. Il Mef ha quindi inviato il Dfp, come di consueto, alle Camere e alla Presidenza della Repubblica.
Alberto Balboni va alla Giustizia e Giampiero Cannella alla Cultura, a completare la squadra di sottogoverno Paolo Barelli ai Rapporti con il Parlamento, Massimo Dell'Utri di Noi Moderati al ministero degli Esteri e per la Lega Mara Bizzotto al Mimit.
''Abbiamo approvato il Documento di finanza pubblica. La naturale premessa è che non viviamo circostanze normali ma di tipo totalmente eccezionale'' e quindi le previsioni contenute nel documento ‘’intevitabilmente sono già oggi disutibili ma, ahimè, nelle prossime settimane saranno meritevoli probabilmente di ulteriori approfondimenti, adeguamenti e aggiornamenti'', ha affermato il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, nel corso della conferenza stampa dopo il via libera. "Abbiamo adeguato il Pil nel 2026 che scende da +0,7% a 0,6%", ha aggiunto.
Il rapporto debito pubblico/pil è ''al 137,1% nel 2025, 138,6% nel 2026 e 138,5 nel 2027 137,9% nel 2028'', ha detto quindi Giorgetti, spiegando che ''i dati del debito del 2025, 2026 e 2027 risentono ancora delle rate del vecchio superbonus. A noi pesa per quaranta miliardi nel 2026 e poi ci sarà la coda di venti miliardi nel 2027. Senza questi dati l'andamento sarebbe stato, diciamo così, discendente''.
Se "ci muoveremo da soli" sullo scostamento di bilancio, nel caso in cui l'Europa non dovesse dare il via libera? "Io non lo escluderei'', ha detto Giorgetti il quale ha spiegato che "parlando con i colleghi, in tanti si ritrovano come me a fare il medico nell'ospedale da campo, in tanti condividiamo lo stesso modo di vedere la situazione. E quindi abbiamo feriti che arrivano da tutte le parti che dobbiamo curare. E non possiamo dargli l'aspirina, diciamo così''.
"Il mondo è cambiato" e "non è accettabile una rigidità sull'approccio, non sta in piedi", ha sottolineato rispondendo a una domanda sulla richiesta Ue di maggiore flessibilità sui conti per la guerra in Medio Oriente. "Non chiedo deroghe al Patto ma di essere pronti" a un maggiore margine di manovra se serve.
''Tutto questo dibattito rispetto alla procedura di deficit eccessivo mi interessava moltissimo fino al 28 febbraio, dopo mi interessava relativamente di meno. Capisco che in questo Paese ci sono anche dei dirigenti sporitivi che esultino per l’eliminazione dai mondiali di calcio, quindi è evidente che ci siano tanti che esultino perché una decisione di questo tipo dell'arbitro vada contro gli interessi nazionali. Siamo un Paese fatto così, altrove normalmente non avviene'', ha detto ancora Giorgetti.
"Il mondo è cambiato" e "non è accettabile una rigidità sull'approccio, non sta in piedi", ha risposto il ministro a una domanda sulla richiesta Ue di maggiore flessibilità sui conti per la guerra in Medio Oriente. "Non chiedo deroghe al Patto ma di essere pronti" a un maggiore margine di manovra se serve.
Quanto al "taglio delle accise scade il primo maggio, ovviamente la settimana prossima valuteremo l'ordine delle priorità". E ha sottolineato che se si vuole "evitare che aumentino i prezzi ai supermercati io devo evitare che qualcuno ribalti i costi del trasporto nell'ultima fase del ciclo al dettaglio". Della questione "ne abbiamo già discusso in termini informali tra colleghi ministri", ha aggiunto.
Infine. Un "giudizio su Freni non dovete chiederlo a me, è il mio sottosegretario, ho totale fiducia e credo sia assolutamente bravissimo e competente". "Credo che il governo, non solo il governo dovrà decidere a brevissimo sia per quanto riguarda la Consob sia per quanto riguarda l'Antitrust, che scade il 4 maggio. Il mio auspicio e' che si faccia il prima possibile perché bisogna dare certezze al sistema", ha aggiunto Giorgetti.