Iran, continuano i negoziati con Usa. Trump: "Presto accordo". Nuovi raid Israele in Libano

Il tycoon: "Se dico a Netanyahu di fare una cosa, la fa". Vance: "Accordo potrebbe non piacere a Israele". Elicottero Usa precipita a Hormuz, salvi i due piloti a bordo. Media: Hezbollah pronto a cessate il fuoco globale e ritiro a nord Litani

Nuvola di fumo su Tiro, Libano - Afp
Nuvola di fumo su Tiro, Libano - Afp
09 giugno 2026 | 07.53
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Stanno continuando i negoziati tra Stati Uniti e Iran per arrivare, come auspicano i mediatori pakistani, a un accordo ''entro questa settimana''. Lo afferma l'emittente saudita Al-Hadath sul suo sito Internet citando una fonte pakistana. Islamabad, spiega la fonte, è "in contatto con tutte le parti'' e sta spingendo ''perché venga raggiunta un'intesa entro questa settimana".

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Usa e Iran sarebbero "alle fasi finali di quello che sarà veramente un buon accordo", ha detto ieri sera il presidente americano Donald Trump, che ha aggiunto ancora una volta che l'intesa potrebbe arrivare in "due o tre giorni". Lo Stretto di Hormuz aprirà subito dopo la firma dell'accordo, ha assicurato quindi il presidente ai giornalisti. "Lo Stretto si aprirà subito. Si aprirà immediatamente dopo la firma", ha aggiunto Trump.

Quindi le parole sul premier israeliano Benjamin Netanyahu, con il quale ha detto di aver ''avuto un ottimo colloquio'' dopo l'ultima escalation tra Iran e Israele. "Lui è stato colpito e ha contrattaccato, non posso biasimarlo", ha affermato, aggiungendo che gli iraniani "si sono arresi in fretta, quindi si lasceranno in pace per un'altra settimana".

Iran e Israele, ha proseguito Trump, "entrambi hanno concordato di fermarsi e siamo nelle ultime fasi di quello che sarà un ottimo accordo che non permetterà in alcun modo, forma o maniera armi nucleari". "Se gli dico di fare qualcosa, lui la fa", ha poi continuato parlando del suo rapporto con il primo ministro israeliano e negando che quest'ultimo lo abbia sfidato ordinando di attaccare l'Iran in risposta ai missili lanciati verso Israele. "Tutto quello che ho detto a Netanyahu è che dobbiamo usare il buon senso, siamo vicini a firmare un accordo molto importante, un ottimo accordo", ha spiegato ancora il presidente americano secondo quanto riporta la Bbc.

Tuttavia, ha dichiarato il capo dell'esercito israeliano, Eyal Zamir, durante una visita a un'esercitazione militare nel nord di Israele, la recente ondata di attacchi contro l'Iran è "stata solo una preparazione a un colpo molto più significativo e potente". "Le Idf sono preparate a tornare ad agire e a infliggere un altro colpo duro e di vasta portata contro l'Iran", ha affermato Zamir, aggiungendo che le forze armate israeliane "continuano a mantenere il massimo livello di prontezza e preparazione per riprendere le operazioni in Iran".

Teheran e Washington sono vicini a un accordo che "potrebbe non piacere a Israele", ma è "nel migliore interesse degli Stati Uniti", ha intanto dichiarato il vice presidente americano JD Vance intervistato da Fox News. "Israele e Stati Uniti hanno molti interessi in comune, ma ci sono anche situazioni in cui i nostri interessi divergono", ha spiegato Vance. "Credo che il presidente sia stato molto chiaro sul fatto che, sebbene Israele abbia ovviamente alcuni obiettivi, l'obiettivo principale degli Stati Uniti in Iran è garantire che l'Iran non si doti di armi nucleari", ha precisato.

Vance ha aggiunto che "nell'ultimo anno e mezzo abbiamo creato lo spazio necessario affinché il presidente creda - e penso che abbia ragione - che possiamo raggiungere una soluzione a lungo termine sul nucleare iraniano". Quindi, ha concluso, "a Israele potrebbe piacere o meno. Ma fondamentalmente, riteniamo che questo sia nel miglior interesse degli Stati Uniti d'America".

Nuovi raid Israele in Libano, Hezbollah pronto a cessate il fuoco

E' intanto di almeno otto morti il bilancio di un raid aereo israeliano su un quartiere residenziale di Tiro, città costiera nel sud del Libano. Lo ha riferito al Jazeera citando la protezione civile del Libano meridionale. L'attacco israeliano è avvenuto dopo che era stato emesso un ordine di evacuazione per Tiro e le zone circostanti.

Secondo quanto sostengono fonti citate da Al Arabiya, Hezbollah sarebbe disposto a accettare un cessate il fuoco globale con Israele e non si opporrebbe a un ritiro delle proprie forze a nord del fiume Litani nell'ambito di un'intesa reciproca. Il presidente del Parlamento libanese, Nabih Berri, avrebbe informato l'ambasciatore statunitense a Beirut, Michel Issa, della disponibilità del cosiddetto 'duo sciita', formato da Hezbollah e dal movimento alleato Amal, ad accettare un cessate il fuoco complessivo. Le stesse fonti ritengono che Hezbollah non avrebbe obiezioni a ritirarsi a nord del Litani secondo il principio del "punto per punto", nell'ambito di un accordo reciproco con Israele.

Elicottero Usa precipita a Hormuz

Un elicottero dell'esercito americano, un 'Apache', è i precipitato nelle scorse ore vicino allo Stretto di Hormuz. Il presidente americano Donad Trump, riporta il New York Times, ha detto che i "due piloti sono salvi". Le cause dell'incidente ancora non sono state chiarite e un'indagine è in corso.

Teheran: "Stiamo lavorando a intesa con mediazione Pakistan"

Teheran e Washington "non hanno ancora elaborato un testo finale", ma sono in corso consultazioni e scambi per raggiungere un accordo, ha intanto dichiarato Amir Saeid Iravani, ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite, citato dall'agenzia di stampa Irna al termine di una riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sull'Afghanistan.

Iran e Usa si stanno scambiando opinioni e proposte tramite il Pakistan, nel tentativo di finalizzare il testo di un potenziale accordo, ha precisato il diplomatico iraniano. Secondo Iravani, le due parti non hanno ancora raggiunto un accordo definitivo, ma le discussioni e gli sforzi per finalizzarlo continuano.

Iran-Israele, stop agli attacchi incrociati

Dopo gli attacchi che hanno rischiato di riaccendere la guerra in Medio Oriente, Iran e Israele si sono fermati. Teheran non è andata oltre il lancio di missili definito una risposta ai raid contro il Libano. Il pressing di Trump ha spinto Israele a bloccare l'offensiva dopo le azioni condotte contro obiettivi militari della Repubblica islamica: il premier Benjamin Netanyahu si è allineato alle indicazioni del presidente americano, almeno per ora. "La battaglia non è finita", ha spiegato il primo ministro chiudendo 24 ore ad altissima tensione.

Il numero 1 della Casa Bianca, dopo i colloqui andati in scena domenica, è tornato a fare pressione su Netanyahu per ottenere lo stop gli attacchi contro l'Iran anche su richiesta di cinque Paesi della regione coinvolti negli sforzi di mediazione tra Washington e Teheran. Secondo quanto raccontato da Trump all'emittente israeliana Channel 12, lo stesso Iran aveva comunicato per primo che "non avrebbe più sferrato attacchi contro Israele" e avrebbe chiesto agli Stati Uniti di esortare Israele a interrompere i propri raid. "Ho chiamato Bibi e l'ho convinto a smettere", ha affermato Trump.

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