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Il CBD in Svizzera: la normativa e le restrizioni

14 giugno 2021 | 15.37
LETTURA: 4 minuti

Lugano 14 Giugno 2021 - La Svizzera è il maggiore produttore di CBD in Europa, e questa industria sembra essere in continua crescita e non avere nessuna intenzione di fermarsi. Perché? La risposta è semplice: questo paese ha infatti aperto ad una maggiore legalizzazione dei prodotti a base di CBD, pur lasciando però alcune restrizioni.

Questa è stata una scelta sicuramente lungimirante, in quanto sempre più persone al giorno d'oggi fanno acquisti di prodotti a base di CBD e di cannabis light, e altrettante persone sono interessate a iniziare. Infatti, negli ultimi anni, si sono moltiplicati gli e-commerce in cui è disponibile una vasta selezione di prodotti al CBD, e di conseguenza questo è diventato un ambito importante anche per il suo peso sull'economia.

Basti pensare che nel 2017, per fare un esempio, il CBD ha fruttato alla Svizzera circa 60 milioni di franchi e gli esperti ipotizzano di arrivare addirittura a 320 milioni i franchi nel 2027. Quindi non è un caso che la Svizzera sia considerata come il miglior paese in Europa in cui inserirsi nel mercato della canapa.

Vediamo quindi quali sono le concessioni e le leggi che permettono di produrre cannabis light più liberamente in Svizzera e che hanno fatto la fortuna di questo paese.

La legge sul CBD in Svizzera

Negli ultimi anni il CBD è diventato legale in molti paesi europei. Per quanto riguarda il caso della Svizzera, a determinare la legalità di un prodotto è il suo contenuto di THC. Mentre negli altri paesi il THC contenuto nei prodotti a base di cannabis deve essere in quantità inferiore allo 0,2%, in Svizzera questo limite sale all'1%.

Il THC ha questa fama negativa in quanto è un prodotto psicotropo, che agisce quindi sul comportamento umano andando a modificarlo anche pesantemente se assunto in quantità troppo elevate. Il CBD invece non è psicotropo, ma agisce soltanto a livello del nostro sistema endocannabinoide inducendo un senso di rilassamento sia muscolare che psicologico, ma non va in nessun modo ad agire sulla nostra psiche.

Questo più alto contenuto di THC concesso dalla legislatura Svizzera permette agli agricoltori di lasciar crescere le piante di cannabis fino alla loro completa maturità. Infatti, con limiti di THC più bassi questi sarebbero costretti a raccoglierle ancora immature, per evitare che appunto la percentuale di questo componente salisse troppo.

Questa pratica però non va ad abbassare soltanto il quantitativo di THC, ma anche le proprietà mediche della cannabis risentono di un raccolto troppo precoce. Quindi con questa nuova normativa la Svizzera non ha soltanto reso più semplici le cose per i produttori e i consumatori di prodotti a base di CBD, ma ne ha anche innalzato la qualità.

Resta comunque il fatto che produrre, commercializzare, possedere e consumare prodotti contenenti THC in concentrazioni maggiori dell'1% è un reato punibile con fino a 3 anni di reclusione. Inoltre, per acquistare questi prodotti si devono avere 18 anni, così come per l'alcol e per il tabacco. Per quanto riguarda i prodotti che contengono soltanto CBD, invece, non c'è nessun tipo di restrizione.

La cannabis per uso medico in Svizzera

I medici svizzeri possono prescrivere la cannabis per uso medicinale ai pazienti che sono in possesso del permesso speciale che viene rilasciato dall'Ufficio federale della sanità pubblica. Tale permesso permette ai pazienti di accedere più facilmente a questi prodotti.

In realtà si è visto che molti pazienti fanno utilizzo di prodotti a base di CBD anche senza la licenza, utilizzandoli però sempre nei limiti delle norme e della legalità. Questo accade perché in realtà questo permesso viene concesso soltanto a malati molto gravi e i tempi per il suo ottenimento sono troppo lunghi.

Per questo motivo il governo svizzero si sta muovendo per rendere questi passaggi burocratici più veloci e scorrevoli e di rivedere la legislazione a questo riguardo. Tutto ciò dimostra comunque la lungimiranza e la spinta audace e innovativa della Svizzera in questo ambito, che permettono a questa industria di prosperare grandemente.

La coltivazione e la vendita di CBD in Svizzera

Per quanto riguarda la coltivazione della canapa in Svizzera, essa è completamente legale, quindi i coltivatori non hanno bisogno di nessuna licenza speciale. Questo, dunque attira anche investitori stranieri, che possono in questo modo risparmiare molto tempo e denaro.

Anche per la vendita di prodotti che rientrano nelle norme di cui sopra, non sono necessarie licenze e autorizzazioni, ma l'azienda che li produce deve essere registrata a fini fiscali. Per quanto riguarda invece l'esportazione di questi prodotti, questi devono essere adattati alle normative del paese di destinazione.

Ciò vuol dire che nella maggior parte dei casi il limite di THC da rispettare non sarà quello così 'permissivo della Svizzera, ovvero di 1%, me quello più restrittivo di 0,2%. Nonostante questo piccolo limite, l'industria della canapa in Svizzera è destinata a crescere enormemente.

Si deve infatti tenere conto che essa è relativamente giovane ed ha quindi ancora tempo per espandersi, e perché no anche per fare concorrenza al maggior produttore mondiale, che è l'America. In questo confronto va però tenuto anche conto il fatto che la popolazione americana è molto maggiore rispetto a quella svizzera.

Per quanto riguarda l'Italia, invece, l'acquisto di prodotti a base di CBD, segue regolamentazioni un po' più stringenti. Per conoscere tutte le normative e le leggi vigenti in Svizzera basta consultare fonti autorevoli in grado di fornire tutte le informazioni necessarie al consumatore. In ogni caso è sempre consigliabile acquistare prodotti certificati da aziende autorevoli, che selezionano i migliori prodotti da tutta la Svizzera per soddisfare le esigenze di ogni cliente.

Per maggiori informazioni:

Sito: https://www.justbob.ch/it/

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