Le ultime rilevazioni della Supermedia YouTrend/AGI mostrano un quadro di generale flessione per i principali partiti italiani, con poche eccezioni che riescono a muoversi in controtendenza. Nel campo del centrodestra, Fratelli d’Italia si conferma saldamente in testa pur perdendo mezzo punto percentuale, seguito da cali simili per Lega e Forza Italia, mentre piccoli segnali di crescita arrivano da Futuro Nazionale e Noi Moderati. Spostando lo sguardo alle opposizioni, anche il Partito Democratico registra una lieve battuta d’arresto che lo porta al 21,6%. Di contro, il Movimento 5 Stelle emerge come la forza più dinamica del comparto, mettendo a segno il recupero più significativo con un +0,6%. Risultati positivi si segnalano anche per l'Alleanza Verdi Sinistra, mentre l'area centrista rappresentata da Azione e Italia Viva subisce una leggera erosione di consensi, confermando un momento di difficoltà per il polo liberale. Queste le indicazioni nel dettaglio: FDI 28,8 (-0,5) PD 21,6 (-0,5) M5S 12,4 (+0,6) Forza Italia 8,7 (-0,4) Verdi/Sinistra 6,7 (+0,3) Lega 6,5 (-0,6) Azione 3,3 (-0,1) Futuro Nazionale 3,2 (+0,2) Italia Viva 2,2 (-0,2) +Europa 1,6 (=) Noi Moderati 1,1 (+0,1. In questa fase, a poche settimane dal voto, lo stato di salute dei partiti si misura anche con le rilevazioni dei sondaggisti sul referendum. Secondo Ipsos, non sembra attirare particolare attenzione. Il livello di informazione cresce di soli quattro punti rispetto a febbraio: poco più del 50% si considera almeno abbastanza informato, ma la quota dei "molto informati" resta ferma al 10%. Anche l'importanza attribuita alla consultazione cala leggermente, scendendo al 58%. Attualmente la previsione ragionevole di partecipazione (mantenendo tutte le avvertenze a proposito della difficoltà di stimare correttamente questo dato, influenzato da numerose e complesse variabili), si colloca al 42%, dato stimato in base non solo alla dichiarazione di disponibilità a partecipare, ma anche in funzione dell'importanza attribuita alla riforma e dell'interesse espresso per la campagna elettorale. Proprio tenendo conto di tutti questi indicatori, la partecipazione massima, ad oggi, potrebbe arrivare intorno al 49%. I risultati vedono una tendenza alla crescita del No. Nello scenario con una partecipazione al 42%, i Sì arriverebbero al 47,6% (perdendo 1,8% rispetto al sondaggio di febbraio) e i No al 52,4%, con analogo incremento rispetto al sondaggio precedente. Nel caso di una partecipazione più elevata, al 49%, ci si troverebbe sul filo della parità: i Sì al 50,2%, i No al 49,8%.