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Digital landing

Il digital landing: un settore in espansione con operatori in crescita

07 settembre 2021 | 07.16
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BorsadelCredito.it cambia nome e diventa Opyn: spinta sulla tecnologia ed espansione internazionale con l’embedded finance.

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BorsadelCredito.it cambia nome e diventa Opyn: spinta sulla tecnologia ed espansione internazionale con l’embedded finance.

Il lending alle imprese è un settore in forte sviluppo a livello internazionale: secondo il Centro per l'Alternative Finance dell'Università di Cambridge, nel 2020 i prestiti alle pmi hanno toccato nel mondo (esclusa la Cina) 43 miliardi di euro, un aumento del 51% anno su anno. Gli Usa hanno prestato via lending oltre 27 miliardi nel 2020, il Regno Unito 14 miliardi e l'Europa 4,4 miliardi. In questo contesto, l'Italia appare essere il mercato più vigoroso dell'Europa continentale: secondo il report Il Fintech dalla a alla z realizzato dal Politecnico di Milano, Unioncamere e Innexta, il volume di erogato realizzato dal direct lending nel 2020 in Italia è di oltre 1,6 miliardi, in aumento di 4,5 volte rispetto all’anno prima. Una crescita che sta anche accelerando: secondo l'ultimo report di P2P Market Data relativo al mese di luglio, da inizio 2021 le società del lending hanno già prestato oltre 2 miliardi.

Opyn si posiziona tra le principali realtà italiane e alla pari di molti competitor europei in termini di dimensioni, volumi erogati e soprattutto capitale tecnologico. La società italiana del lending digitale alle imprese aggiorna il look in vista di una crescita sempre più fondata sull’embedded finance, tramite nuovi accordi con istituzioni finanziarie e corporate. Opyn nasce dall’evoluzione di BorsadelCredito.it e l’operazione segna l’avvio di una nuova fase di maturità nella vita della società consolidando un’espansione del business che vede la fintech affiancare al servizio di digital lending quello di embedded finance, strutturandosi sempre più come abilitatore tecnologico per la finanza tradizionale e per le aziende non finanziarie attraverso la licenza d’uso del proprio software a terzi. Opyn segna il passaggio definitivo della società, nata nel 2012, da piattaforma di peer to peer lending (prestito tra pari) a Digital Lender e Lending as a Service Platform.

Opyn, oltre ad essere una delle principali piattaforme di digital lending d’Europa, è anche un partner per le banche, gli asset manager e per le grandi imprese non finanziarie, volto ad aiutarle nella digitalizzazione: mette la propria tecnologia di lending a disposizione delle aziende che vorranno andare incontro alle crescenti necessità di semplicità e rapidità delle pmi, in un contesto in cui queste ultime richiedono servizi più snelli e interamente paperless. Punto focale del nuovo posizionamento della società sarà proprio la sua tecnologia proprietaria, sviluppata nell’arco di quasi 10 anni, flessibile e personalizzabile, che consiste in un software basato sull’intelligenza artificiale e suI machine learning, in cui reti neurali scambiano le informazioni da un nodo all’altro, traggono inferenze e apprendono dai dati.

Il nuovo brand ha chiuso il primo semestre del 2021 con circa 6 milioni di euro di ricavi (contro i 4 dell’intero 2020) e circa 2 milioni di EBITDA positivo. Numeri che proiettano per la fine del 2021 una crescita anno su anno di circa 4 volte i ricavi e 10 volte l’EBITDA. La corsa della società si inserisce in un contesto altrettanto positivo. Quello dell’alternative lending europeo, infatti, è un mercato fiorente: stando alle previsioni di Statista, sfiorerà gli 8 miliardi di euro nel 2021. Allo stesso modo, anche le opportunità di sviluppo per il settore dell’embedded finance sono notevoli. Secondo un recente report di McKinsey, il profitto economico delle principali banche e compagnie assicurative del mondo è diminuito rispettivamente di 800 e 300 miliardi di dollari tra il 2015 e il 2018, con un ulteriore peggioramento negli ultimi anni, dovuto alla crisi seguita alla pandemia. In questo contesto, l’embedded finance offre una preziosa opportunità di crescita per gli istituti finanziari tradizionali: un mercato potenziale del valore di oltre 7 trilioni di dollari, pari a circa il doppio del valore di mercato attuale delle prime trenta banche del mondo.

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