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Lavoro: il giuslavorista, ddl affronti difficoltà reali partite Iva

28 gennaio 2016 | 17.17
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"Ha senso pensare di scrivere un Jobs Act del lavoro autonomo? La domanda non ha una risposta scontata. Se si pensa a una normativa che in qualche modo finisca per replicare, seppure in forma attenuata, le tutele del lavoro dipendente, si corre il rischio di approvare regole che non servono a nulla e anzi arrecano danno al popolo delle partite Iva". Lo dichiara a Labitalia l'avvocato del lavoro Giampero Falasca, Partner Dla Piper.

"Se invece, come mi pare voglia fare il governo, si pensa a un sistema di regole che dovrebbe agevolare l'attività dei veri lavoratori autonomi, allora il progetto mi pare interessante e meritevole di essere portato avanti", commenta Falasca.

"Tuttavia -aggiunge- affinché si arrivi a un risultato concreto, non bisogna avere timidezza, è bensì necessario affrontare i nodi reali che rendono impossibile la vita del variegato mondo delle partite Iva: la pressione fiscale, la burocrazia delle regole, la difficoltà (insostenibile) di ottenere rapidamente giustizia in campo civile, le difficoltà di accesso al credito, le restrizioni della concorrenza, i costi per la formazione e così via. Il disegno di legge del governo affronta in parte questi temi, ma serve un investimento ancora maggiore per fare qualcosa di veramente utile e innovativo", conclude.

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