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Inchiesta Potenza, Boschi: "Sono stata io a chiamare i pm, ho fatto il mio dovere"

05 aprile 2016 | 18.44
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Maria Elena Bosch (Fotogramma)

"E' la prima volta che sono stata interrogata come persona informata dei fatti. Ero tranquilla, perché stavo facendo il mio dovere. Sono stata io a chiamare i pm quando è uscita la notizia " sul caso Guidi e "loro sono stati così cortesi da ricevermi a Roma. Io sono a disposizione, se ne avessero ancora bisogno. L'incontro è durato una decina di minuti". Lo ha detto il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi ospite di 'Porta a Porta'.

"Io non ho mai incontrato quelli della Total. Gli altri ministri non lo so...", ha aggiunto. "Sinceramente non ricordo un'insistenza particolare della Guidi" sull'emendamento per Tempa Rossa "anzi. Questa operazione era condivisa da tutto il governo. Lo ha detto anche il presidente del Consiglio ieri".

"La magistratura deve fare il suo lavoro, accerti la verità e lo faccia velocemente. Evidentemente la magistratura ha ritenuto ora di arrivare, noi vogliamo che faccia il suo lavoro, lo faccia bene e rapidamente, innanzitutto nell'interesse di tutti i cittadini", ha affermato ancora il ministro.

"Mi dispiace che una parte dell'opposizione voglia far passare l'idea" che sull'emendamento ci sia stato "un blitz notturno, che sia stata una furbata. Nulla di tutto questo. Non c'è stato nulla di segreto. E' normale che io devo essere d'accordo - ha continuato - il mio lavoro è verificare tutti gli emendamenti del mio governo. Il punto è capire se il governo aveva un interesse generale a fare quella determinata norma. Noi con il cosiddetto sblocca Italia abbiamo semplicemente voluto sbloccare dopo anni varie opere. Il nostro obiettivo è semplicemente quello di sbloccare opere pubbliche e di creare nuovi posti di lavoro".

La sfiducia "è ormai diventato un genere letterario... più o meno ne viene presentata una alla settimana, individuale o collettiva. E' un appuntamento fisso. Il mercoledì sera c'è la Champions e il giovedì la sfiducia... le opposizioni sono concentrate solo su questo" ha commentato così le mozioni presentate dalle opposizioni contro il governo Renzi sull'inchiesta di Potenza.

Parlando poi anche della vicenda giudiziaria che vede coinvolto il padre e la Banca Etruria, il ministro ha affermato: "Immagino che la posizione processuale di mio padre avrà un'evoluzione. Immagino ci sarà un'azione di responsabilità, lo do per scontato ma questo non riguarda la mia attività. Io credo di dover rispondere del mio operato e del mio lavoro in Parlamento e penso di aver dimostrato di aver fatto del mio meglio, soprattutto con grande onestà".

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