Big Tech e minori: Bruxelles contro la dipendenza digitale

L'Ue sfida Big Tech sulla dipendenza digitale dei minori, raccomandando la verifica dell'età per tutelare i giovani utenti online. La Commissione critica i design dannosi. Per la vicepresidente Virrkunen "ci sono dei limiti al business a danno delle persone".

La vicepresidente della Commissione Ue Henna Virkkunen - Fotogramma/Ipa
La vicepresidente della Commissione Ue Henna Virkkunen - Fotogramma/Ipa
29 aprile 2026 | 10.40
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Nell'Unione Europea i colossi del web "stanno facendo grossi affari", ma "ci sono dei limiti su come fare affari a spese del benessere delle persone". Lo sottolinea la vicepresidente della Commissione Europea Henna Virkkunen, in conferenza stampa a Strasburgo, presentando la raccomandazione agli Stati membri di adottare entro fine anno l'app Ue per la verifica dell'età sviluppata dalla Commissione, pensata per tutelare i minori da esperienze on line inappropriate al loro stadio di sviluppo.

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Per esempio, prosegue Virkkunen, "TikTok ha un design che dà dipendenza, pensato per trattenere i minori on line". Per la vicepresidente, "è vero che diverse compagnie forniscono degli strumenti" per verificare l'età degli utenti, "ma non sono molto efficaci".

Secondo Virkkunen, "spesso, quando si tratta di tutela dei minori, si tende a scaricare la responsabilità su altri. Non si possono scaricare le proprie responsabilità addossandole solo ai genitori: tutti devono svolgere un ruolo in questo", conclude.

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