"Gli iraniani sono pronti per la democrazia e migliaia di persone sono morte per questo"
''Che l'Europa sia o meno dalla nostra parte, che i vostri giornalisti facciano o meno il loro lavoro, che i vostri politici dimostrino o meno il coraggio di agire, io lotterò per il mio popolo e per il mio Paese. Anche se dovrò farlo da solo, combatterò fino a quando l'Iran sarà libero''. Lo ha dichiarato il primogenito dell'ultimo Scià di Persia, Reza Pahlavi, in un videomessaggio condiviso sul suo account di 'X' in cui spiega di aver ''viaggiato nelle scorse settimane in Europa'' con l'obiettivo di ''dare voce a milioni di iraniani in ostaggio del regime'' di Teheran ''che sono stati silenziati''.
Whether or not Europe stands with us, whether or not your journalists do their jobs, whether or not your politicians demonstrate the courage to act, I will fight for my people and my country. pic.twitter.com/bbE5842oiT
— Reza Pahlavi (@PahlaviReza) April 24, 2026
Pahlavi, che vive negli Stati Uniti e si era offerto di guidare il periodo di transizione dopo la caduta del regime, ha detto di voler ''parlare direttamente con gli europei'' e ha contestato chi sostiene che il popolo iraniano non sia pronto a vivere in una democrazia. ''Gli iraniani sono pronti per la democrazia e migliaia di persone sono morte per questo'', ha aggiunto. Parlando delle conferenze stampa tenute in Europa, Pahlavi ha criticato il fatto che i giornalisti non gli abbiano fatto domande sulla condizione delle persone che hanno manifestato in Iran o che sono detenute, ''sono più interessati a criticare l'America e Israele, ad avere notizie sull'uccisione di Khatami, piuttosto che a criticare il regime''.