L'analista israeliano Litvak: ''Il regime di Teheran non sta crollando, possibile un golpe dei Pasdaran''

''Israele si trova di fronte a un dilemma e nessuno può prevedere Trump. Il rischio è di un ulteriore spargimento di sangue''

L'analista israeliano Litvak: ''Il regime di Teheran non sta crollando, possibile un golpe dei Pasdaran''
12 gennaio 2026 | 16.23
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''Sì'', c'è il rischio di una guerra civile in Iran, ''c'è la possibilità di un colpo di stato militare organizzato dalle Guardie Rivoluzionarie'' che ''potrebbe esacerbare le proteste e portare a un grande spargimento di sangue''. Ma ''il regime non sta ancora crollando'', ''finora sta dimostrando resilienza'' e ''non abbiamo visto crepe all'interno del regime'' che sono ''essenziali''. Di fronte a questo ''Israele si trova in un dilemma, perché dichiararsi apertamente a sostegno delle proteste potrebbe danneggiarle''. Così Meir Litvak, direttore del Dipartimento di Storia del Medioriente e dell'Africa dell'Università di Tel Aviv, analizza con l'Adnkronos la situazione in Iran, dove continuano le proteste esplose il 28 dicembre a Teheran per il carovita.

''E' troppo presto per dire'' se queste manifestazioni segneranno la fine del regime di Teheran, che ''finora sta dimostrando resilienza, nonché la capacità e la prontezza di ricorrere a una repressione massiccia e brutale''. Litvak sottolinea che ''non abbiamo ancora visto crepe all'interno del regime, che sono essenziali: né soldati semplici in gran numero che si rifiutano di sparare, né ufficiali superiori che escono allo scoperto''. Inoltre, nota l'esperto, ''il regime è riuscito a radunare i suoi sostenitori, circa il 20-30% della popolazione, determinati e coesi''. Poi ''non conosciamo l'effetto del blocco di Internet sulla motivazione delle persone. Le demoralizza o, al contrario, le spinge alla disperazione?'', si chiede il docente. Che puntualizza: ''dobbiamo ricordare che le proteste mancano di leadership e di organizzazione complessiva''.

Quindi, ''tutti questi elementi indicano che il regime non sta ancora crollando''. Litvak ricorda che ''alla fine degli anni '70 ci vollero 14 mesi dall'inizio delle grandi proteste alla caduta dello Scià. Allo stesso modo, Bashar al-Assad, con uno Stato siriano molto più debole, è sopravvissuto per anni prima del crollo del suo regime'' nel dicembre del 2024.

Israele di fronte a un dilemma, Trump riluttante a essere coinvolto ma potrebbe sfruttare opportunità per nucleare

Quello che ''si può affermare con certezza è che, anche se il regime riuscisse a reprimere questa ondata di proteste, non avrebbe le risposte ai gravi problemi socio-economici dell'Iran'', spiega l'analista. Secondo Litvak, quindi ''una repressione efficace ora, se mai dovesse verificarsi, probabilmente provocherebbe nuove proteste in futuro''. Dal lato di Israele, se ora sostenesse apertamente i manifestanti ''potrebbe sembrare una conferma della tesi del regime iraniano secondo cui le proteste sono il prodotto di macchinazioni esterne''. Quello che secondo Litvak potrebbe invece fare Israele è ''trovare soluzioni tecnologiche per superare il blocco di Internet''.

Sul possibile intervento americano in Iran, Litvak afferma che ''nessuno può prevedere le azioni di Trump, nemmeno lui stesso''. Ma secondo lo studioso ''se non farà nulla, sembrerà una tigre di carta che lancia minacce gravi e agisce''. In ogni caso, ritiene Litvak, in questo momento Trump ''è certamente riluttante a essere coinvolto in ulteriori battaglie in Medio Oriente, soprattutto ora che la vicenda del Venezuela è tutt'altro che conclusa''. Ma il presidente americano ''forse vedrà questa come un'opportunità per spingere l'Iran a negoziare un altro accordo nucleare'', aggiunge.

In ogni caso, a giugno i dodici giorni di ''guerra con Israele hanno esacerbato la già disastrosa situazione dell'economia iraniana, ma non è stata la causa principale dei problemi'' che hanno portato gli iraniani di nuovo in piazza. Anzi, sottolinea Litvak, ''per un certo periodo sembrava che la gente si fosse 'schierata sotto la bandiera' quando l'Iran è stato attaccato, ma abbastanza rapidamente il peggioramento dell'economia ha allontanato la gente dal regime''.

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