Strage di Crans-Montana, nessun italiano tra le quattro vittime già identificate

Ambasciatore Cornado: "Gli ultimi aggiornamenti delle autorità locali svizzere sono di 121 feriti, di cui 5 ancora non identificati, e 40 vittime di cui 4 identificate che sono già state restituite alle famiglie"

Soccorsi dopo la strage di Crans-Montana - Afp
Soccorsi dopo la strage di Crans-Montana - Afp
03 gennaio 2026 | 10.23
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"Gli ultimi aggiornamenti delle autorità locali svizzere sono di 121 feriti, di cui 5 ancora non identificati, e 40 vittime di cui 4 identificate che sono già state restituite alle famiglie". Lo ha detto l'ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, a margine di un punto stampa a Crans Montana, dove nella strage di giovanissimi durante la notte di Capodanno, nell'incendio al locale Le Constellation, sono morte almeno 40 persone.

L'ambasciatore ha escluso, per il momento, la presenza di vittime italiane. "In base ai dati della Farnesina - ha aggiunto - abbiamo 14 feriti di nazionalità italiana, 7 dei quali ricoverati in Svizzera, 7 al Niguarda e 6 dispersi". Ancora incerte le sorti di Sofia Prosperi, ragazza italiana ancora dispersa e presente all'interno del locale andato a fuoco la notte di Capodanno.

Alle famiglie “hanno detto che le procedure di identificazione continueranno tra oggi e domani e dovrebbero essere completate in gran parte entro domani. In alcuni casi invece occorrerà attendere più tempo”, ha riferito l'ambasciatore italiano. Le autorità locali “hanno anche precisato e ribadito che saranno informate le famiglie delle vittime da parte dell'autorità locali e solo successivamente le ambasciate e i consolati".

Le indagini della magistratura elvetica procedono per attribuire le responsabilità. Dai video emersi sui social il soffitto del 'Le Constellation' risultava ricoperto di schiuma altamente infiammabile, ma aveva superato tre ispezioni di sicurezza in dieci anni. Le autorità svizzere "hanno effettuato molti interrogatori per accertare le responsabilità e faranno delle indagini a tutto campo", ha aggiunto Cornado.

I corpi di quattro svizzeri, tra cui due minorenni, sono stati identificati e consegnati alle loro famiglie, ha reso noto la polizia cantonale del Vallese. Dopo questa tragedia, ha scritto la polizia in un comunicato, "l'importante lavoro di identificazione" condotto "dalla polizia cantonale vallesana, dal DVI (Disaster Victim Identification) e dall'Istituto di medicina legale ha permesso di identificare, in questa fase, due donne svizzere di 21 e 16 anni e due uomini svizzeri di 18 e 16 anni". "I corpi delle persone decedute sono stati consegnati alle loro famiglie. Le indagini e le procedure di identificazione relative alle altre vittime, decedute o ferite, proseguono attivamente", ha aggiunto la polizia.

Sono sedici i francesi rimasti feriti nell'incendio e nove risultano ancora dispersi, secondo un nuovo bilancio comunicato dal ministero degli Affari Esteri.

Bertolaso: "Sette italiani feriti al Niguarda e una in arrivo, condizioni molto critiche"

"Fra l'altroieri e ieri abbiamo trasferito al Niguarda già sette dei nostri ragazzi, tutti in condizioni molto critiche; ne abbiamo ancora sei che sono in Svizzera", ha detto l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, intervenendo a Rtl 102.5.

"Oggi abbiamo un arrivo da Losanna, è sicuramente la paziente più grave e più seria". Si tratta della 15enne "Sofia" che "dovrebbe arrivare a fine mattina, ma dipende dal meteo", ha poi comunicato l'assessore durante il punto stampa davanti alla struttura sanitaria milanese, facendo il punto sui feriti coinvolti nella strage.

"Per fortuna abbiamo avuto l'autorizzazione a trasportare" la paziente "in elicottero qui al Niguarda. "Questo è l'unico arrivo previsto per oggi perché gli altri 3 pazienti che sono stati visitati dal nostro team sono stati dichiarati non trasportabili, ossia i due ragazzi italiani e il cittadino svizzero. Siamo quindi in attesa che le loro condizioni migliorino, verosimilmente il 6-7 gennaio potrebbero essere trasferiti".

Oggi perciò, ha proseguito l'assessore, "il ponte aereo si ferma con l'arrivo di Sofia, in attesa di avere la possibilità di essere autorizzati a portare gli altri italiani. Se gli svizzeri, come sembra, ci dovessero chiedere di accogliere altri loro pazienti, abbiamo già dato la disponibilità".

"Ricapitolando - ha aggiunto Bertolaso - una ragazza arriva oggi, altri tre che avevamo già identificato non sono trasportabili e poi ci sono due ragazzi italiani ma non sono ancora stati identificati con certezza. Loro sono i due casi più gravi e si trovano al Centro ustioni di Zurigo. Abbiamo la ragionevole speranza che siano italiani ma dobbiamo ancora fare le prove del test del Dna, perché hanno il volto completamente coperto dalle medicazioni, sono intubati quindi non possono parlare per cui bisogna attendere. In totale quindi abbiamo quel numero di 6 che porta a completamento il numero di 13 feriti italiani. Sette sono già qui ricoverati oggi, e ora arriva l'ottava che è Sofia".

"I genitori" dei ragazzi rimasti feriti "sono preoccupatissimi e addoloratissimi, visto che si trattava di un gruppo di amici e qualcuno ce l'ha fatta, qualcuno è ricoverato, qualcuno è disperso. Sono quindi completamente scioccati. Abbiamo 5 psicologi che li stanno assistendo in questo momento qui all'ospedale Niguarda" di Milano "e altri 5 psicologi che nel team nazionale che si trova a Crans Montana stanno assistendo i genitori dei ragazzi dispersi", ha raccontato.

Da oggi pomeriggio in poi, ha comunicato l'assessore, "usciremo con i bollettini per l'aggiornamento sullo stato di salute dei ragazzi ricoverati. L'operazione non è affatto conclusa fino a quando l'ultimo dei nostri ragazzi non sarà tornato a casa. Abbiamo fatto oltre 20 voli verso la Svizzera per andare a prendere i ragazzi, 40 ore di voli in condizioni meteorologiche non ottimali. È un gioco di squadra italiano di cui siamo orgogliosi e non ci fermiamo qui".

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