Trump, Cuba nel mirino: "Stop petrolio dal Venezuela, consiglio un accordo"

Il presidente americano: "Intesa prima che sia tardi". La risposta: "Difenderemo la patria fino all'ultima goccia di sangue"

Un'immagine di Cuba - (Afp)
Un'immagine di Cuba - (Afp)
12 gennaio 2026 | 00.03
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Dopo il Venezuela, c'è Cuba nel mirino di Donald Trump. Il presidente degli Stati Uniti prevede un crollo di L'Avana ribadendo le previsioni già formulate nei giorni scorsi. Per la prima volta, però, Trump fa riferimento ad un potenziale accordo con l'isola.

"Per molti anni Cuba ha vissuto grazie alle ingenti quantità di petrolio e denaro provenienti dal Venezuela. In cambio, Cuba ha fornito 'servizi di sicurezza' agli ultimi due dittatori venezuelani, ma ora non più!"!, scrive il presidente americano su Truth, ricordando il legame tra L'Avana e Caracas con il consolidato scambio tra uomini per la sicurezza di Nicolas Maduro e petrolio.

Il consiglio (o l'ultimatum)

Il leader venezuelano si è affidato a militari cubani per formare la propria scorta: nell'attacco del 3 gennaio, sarebbero morti almeno 32 uomini. "La maggior parte di quei cubani sono morti nell'attacco degli Stati Uniti della scorsa settimana, e il Venezuela non ha più bisogno di protezione dai teppisti e dagli estorsori che lo hanno tenuto in ostaggio per così tanti anni", dice Trump.

"Il Venezuela ora ha gli Stati Uniti d'America, l'esercito più potente del mondo (di gran lunga!), a proteggerlo, e noi lo proteggeremo. Non ci sarà più petrolio o denaro per Cuba. Zero!", prosegue il numero 1 della Casa Bianca prima della proposta nemmeno troppo velata: "Consiglio vivamente di raggiungere un accordo, prima che sia troppo tardi".

L'Avana risponde

L'invito, se così si può definire, viene respinto al mittente in maniera perentoria. ''Nessuno può dirci cosa dobbiamo fare'', afferma il presidente cubano Miguel Díaz-Canel. Cuba è "pronta a difendere la patria fino all'ultima goccia di sangue. Cuba è una nazione libera, indipendente e sovrana'', aggiunge in un post su X.

Sul social di Elon Musk si esprime anche Bruno Rodriguez, ministro degli Esteri di L'Avana. "Cuba non riceve né ha mai ricevuto compensi monetari o materiali per servizi di sicurezza prestati a qualsiasi paese. A differenza degli Stati Uniti, non abbiamo un governo che si presta al mercenarismo, al ricatto o alla coercizione militare contro altri Stati", scrive su X.

"Come ogni altro Paese - sottolinea poi - Cuba ha il diritto assoluto di importare combustibile dai mercati disposti ad esportarlo e che esercitano il proprio diritto di sviluppare relazioni commerciali senza interferenze o subordinazione alle misure coercitive unilaterali degli Stati Uniti". "Il diritto e la giustizia sono dalla parte di Cuba. Gli Stati Uniti si comportano come un egemone criminale e incontrollato che minaccia la pace e la sicurezza, non solo a Cuba e in questo emisfero, ma in tutto il mondo", dice ancora.

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