Ue: sistema comunicazione crisi operativo dal 2030 per soccorritori

L'Ue lancia Euccs, nuovo sistema di comunicazione critica, che dovrebbe garantire comunicazioni sicure e cross-border anche con satelliti.

Il sistema di comunicazione Euccs sarà 'ridondato' dai satelliti dell'Ue - Fotogramma/Ipa
Il sistema di comunicazione Euccs sarà 'ridondato' dai satelliti dell'Ue - Fotogramma/Ipa
30 settembre 2026 | 12.01
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Un nuovo sistema di comunicazione critica dell'Unione Europea, per fornire ai primi soccorritori europei canali di comunicazione sicuri in situazioni di crisi, che dovrebbe iniziare a funzionare dal 2030. Lo propone la Commissione Europea, che oggi ha approvato le proposte di legge nel collegio riunito a Bruxelles.

Basandosi su componenti costruiti da imprese europee, il nuovo sistema dovrebbe consentire una comunicazione in tempo reale senza soluzione di continuità e stabile tra tutti i primi soccorritori, in ogni momento e attraverso tutti i confini dell'Ue, anche quando i sistemi di comunicazione terrestre non sono disponibili.

Incendi, inondazioni, tempeste, minacce di droni alle infrastrutture critiche o attacchi terroristici, ricorda la Commissione, richiedono una risposta efficace e ben coordinata da parte della Polizia, dei Vigili del fuoco, dei servizi medici e delle squadre di Protezione civile. Attualmente la rispettiva capacità di comunicare tra loro è limitata: i rispettivi sistemi di comunicazione non sono connessi e smettono di funzionare quando attraversano una frontiera.

Questo significa che i servizi di emergenza spesso non possono comunicare con gli altri quando lavorano per salvare le persone o in altri casi di crisi ed emergenze. Annunciato dalla presidente Ursula von der Leyen nei suoi orientamenti politici, il sistema di comunicazione critica dell'Ue promette di risolvere questi problemi.

Il sistema di comunicazione critica dell'Unione Europea consentirà ai primi soccorritori di comunicare a livello transfrontaliero. In particolare, tutti gli Stati membri passeranno gradualmente dai sistemi radio a banda stretta alla tecnologia a banda larga come il 5G, mentre i satelliti dell'Ue forniranno un sostegno supplementare quando i sistemi terrestri sono fuori uso, come in caso di blackout.

L'Euccs (questa la sigla del nuovo sistema) consentirà ai primi soccorritori di condividere dati, video, messaggi e geolocalizzazione in tempo reale attraverso un unico dispositivo sicuro.

Il sistema è progettato per rimanere sempre sicuro, disponibile e resiliente, dando priorità ai primi soccorritori, anche quando la rete mobile è satura o interrotta. Se non è disponibile una rete mobile, il sistema beneficerà del sostegno di riserva dei satelliti dell'Ue, nonché di unità di comunicazione mobili dispiegabili sul terreno, in grado di ripristinare la connettività per il coordinamento delle emergenze in caso di crisi.

Il sistema, promette la Commissione, "sarà sicuro, protetto da attacchi informatici e ibridi, utilizzando la crittografia e un protocollo forte". La vicepresidente Henna Virkkunen ammette che l'AI "porrà nuovi rischi" (alcuni modelli come Claude Mythos sono già oggi in grado di 'crackare' protocolli di sicurezza avanzatissimi, ndr), ma potremo usarla anche per "proteggere i nostri sistemi. Funziona in entrambi i sensi".

L'Euccs sarà sostenuto da due entità dedicate: un centro di monitoraggio della rete dell'Unione Europea che fornirà una rete in fibra ottica sicura e resiliente, consentendo ai Paesi di connettersi attraverso un punto centrale invece di costruire molti collegamenti separati tra loro; un centro di monitoraggio della sicurezza dell'Unione Europea, che monitorerà i rischi per la cybersicurezza, valuterà le minacce e sosterrà gli Stati membri.

La proposta fornisce agli Stati membri una nuova soluzione costruita in Europa, riducendo la dipendenza dalle tecnologie straniere e rafforzando la sovranità tecnologica europea. Mette in pratica l'approccio "sicurezza fin dalla progettazione" dell'Ue, garantendo che la sicurezza sia presa in considerazione fin dall'inizio nei sistemi sviluppati. Le componenti critiche del sistema (compresi i satelliti, la rete mobile centrale e la tecnologia mobile a banda larga utilizzata) sono sviluppate da imprese europee.

Spetta ora al Parlamento Europeo e al Consiglio adottare i regolamenti. Il sistema di comunicazione critica dell'Unione europea dovrebbe essere avviato gradualmente, con un periodo di transizione integrato per gli Stati membri, a partire dal 2030.

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