I leader Ue chiedono alla Commissione di ampliare gli strumenti di difesa commerciale per affrontare gli squilibri economici globali con la Cina.
Nella discussione sugli "squilibri economici globali", una circonlocuzione che indica i rapporti economici con la Cina, i capi di Stato e di governo dell'Ue hanno chiesto alla Commissione Europea di "sviluppare ed eventualmente ampliare la gamma di strumenti in materia di difesa commerciale e politica industriale, per far sì che l'Unione Europea disponga di tutti gli strumenti necessari per difendere i propri interessi e ridurre i rischi". Lo riferisce un alto funzionario Ue, al termine della prima giornata di lavori del Consiglio Europeo a Bruxelles.
I leader, parallelamente, hanno chiesto all'esecutivo Ue di "continuare a impegnarsi in un dialogo costruttivo con i nostri principali partner economici, per difendere i nostri interessi economici e di sicurezza". Il dialogo, però, "deve produrre risultati". Secondo la fonte, i 27 "hanno convenuto che gli attuali squilibri macroeconomici globali richiedono una risposta europea basata su due pilastri: l'unità europea e il dialogo con i nostri principali partner economici".
L'Ue è "una delle maggiori economie al mondo. Ha i suoi compiti a casa in campo economico da svolgere. Questo è il senso dell'agenda 'Un'Europa, un mercato unico'", abbozzata nello scorso febbraio durante il vertice informale di Alden-Biesen, nelle Fiandre.
Nello stesso tempo, l'Ue deve "continuare a diversificare gli scambi commerciali, a ridurre i rischi, a diminuire le dipendenze e a rafforzare la propria autonomia strategica. Una concorrenza leale a livello globale richiede condizioni di parità", conclude la fonte.