Teheran: "Usa hanno segnalato disponibilità a negoziare"
"Trump e io abbiamo espresso una posizione ferma: non permetteremo all'Iran di ricostituire il suo programma di missili balistici e certamente non permetteremo che rinnovi il suo programma nucleare". Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu parlando alla Knesset e riferendo della sua recente visita negli Stati Uniti. "Questa è una posizione condivisa che rimane invariata", ha sottolineato.
Il presidente americano Donald Trump e il primo ministro israeliano avrebbero raggiunto un accordo per colpire l'Iran durante il loro incontro a Mar-a-Lago, in Florida. Lo scrive il quotidiano libanese 'Al-Akhbar', affiliato a Hezbollah, sostenendo che le autorità di Beirut hanno ricevuto queste informazioni da fonti internazionali. Il quotidiano precisa che l'accordo tra Trump e Netanyahu prevede un attacco contro l'Iran se non interromperà completamente il suo programma nucleare e non metterà fine al sostegno ai suoi alleati nella regione.
Nell'articolo si legge anche che l'Arabia Saudita starebbe cercando di mediare con Teheran per raggiungere un accordo. C'è infatti il timore, da parte di Riad, che il caos in Iran possa estendersi all'intera regione.
L'Iran ha accusato Israele di ''minacciare la sua unità nazionale'' dopo che Netanyahu ha espresso il suo sostegno ai manifestanti che da una settimana protestano a Teheran e in altre zone del Paese contro il carovita e il governo.
"Il regime sionista è determinato a sfruttare la minima opportunità per seminare divisione e minare la nostra unità nazionale, e dobbiamo restare vigili", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baghai in una conferenza stampa a Teheran. Baghai ha anche accusato i leader israeliani e statunitensi di "incitamento alla violenza".
Quanto agli Usa, il vice ministro degli Esteri iraniano per gli Affari legali e internazionali, Kazem Gharibabadi, citato dall'agenzia di stampa Mehr, ha sottolineato che gli Stati Uniti hanno segnalato all'Iran la volontà di riprendere il negoziato.
Il vice ministro ha confermato che a Teheran "sono stati ricevuti messaggi degli Stati Uniti per negoziare", che indicano la volontà di Washington di riprendere un dialogo con la Repubblica islamica. Gharibabadi ha chiarito, tuttavia, che mentre un semplice incontro può essere organizzato immediatamente, "se cerchiamo colloqui orientati ai risultati, devono essere soddisfatte le condizioni necessarie".