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Sanremo, Scanzi: "Non aver mandato video Roger Waters sa di provincialismo"

SPETTACOLO
Sanremo, Scanzi: Non aver mandato video Roger Waters sa di provincialismo

(Foto Fotogramma)

"Il successo di Sanremo ci racconta di un'Italia che ha un grande bisogno di essere rassicurata, di riti laici e di tradizione". Così Andrea Scanzi del 'Fatto quotidiano' ospite di 'Otto e mezzo'. "Un po' se non guardi Sanremo sei tagliato fuori per una settimana - sottolinea il giornalista - e un po' anche quest'anno è caduto in un momento in cui c'era bisogno da parte di molti di staccare la spina".


"Mi ha colpito un aspetto, si è parlato poco di musica, ma non è una novità - continua - e al di là di Diodato e altri due-tre brani, il livello delle canzoni è stato basso". E poi "è passato sotto silenzio il fatto che la Rai si sia permessa di non mandare in onda un videomessaggio di Roger Waters, fondatore dei Pink Floyd, uno dei maggiori artisti viventi - sottolinea Scanzi - l'idea che la più grande rassegna musicale italiana preferisca celebrare Achille Lauro anziché dare spazio a Roger Waters è un segnale non particolarmente edificante ma anche emblematico". "Si parla di esigenze di scaletta, ma mi fa ridere, erano tre minuti - conclude - Secondo me ma la verità si tratta di un artista molto politicizzato, filo-palestinese. E secondo alcuni ai piani alti della Rai hanno detto 'evitiamo di toccare questo argomento e dare spazio a un filo-palestinese. Non averlo mandato in onda sa un po' di provincialismo da parte degli organizzatori".



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