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Si riaccende lo scontro tra Washington e Teheran. Iran respinge la proposta dell'Oman per la gestione congiunta dello Stretto. Risale il prezzo del petrolio
Gli Stati Uniti "colpiranno duramente l'Iran", dopo l'attacco sferrato da Teheran contro le forze americane in Giordania. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a Fox News. ''Gli daremo una bella batosta'' e ''li faremo a pezzi'', ha detto Trump furioso, dopo che l'esercito statunitense ha intercettato diversi missili balistici, lanciati contro le forze americane schierate in Medio Oriente. Nell'intervista a Fox News, che non è ancora stata trasmessa, Trump ha anche affermato che gli attacchi statunitensi notturni contro le milizie sostenute dall'Iran in Iraq sono stati coordinati con il governo iracheno. Nonostante l'escalation, Trump ha aggiunto che la porta rimane aperta alla diplomazia, affermando, riguardo alla possibilità di futuri negoziati con l'Iran, che gli Stati Uniti "lasceranno che continuino a parlare".
Prima della mezzanotte italiana, "le forze del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica hanno lanciato diversi missili balistici dall'Iran in un tentativo di attacco a sorpresa contro le forze statunitensi con base in Medio Oriente. Tutti i missili iraniani sono stati intercettati con successo", scrive il Centcom su X.
Il Centcom riferisce, inoltre, che il Comando Centrale degli Stati Uniti e le Forze Armate saudite hanno condotto attacchi di precisione in Iraq contro terroristi filo-iraniani che il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche aveva incaricato di attaccare le forze statunitensi e le infrastrutture energetiche saudite".
Le Forze di Mobilitazione Popolare irachene (Pmf) hanno riferito che gli attacchi statunitensi e sauditi hanno ucciso almeno 20 dei loro combattenti e ne hanno feriti altri 32. Risale il prezzo del petrolio, secondo le ultime news di oggi mercoledì 29 luglio.
I Pasdaran hanno dichiarato oggi che le forze iraniane hanno preso di mira una base aerea americana in Giordania con missili balistici e hanno fermato tre petroliere "in violazione" nello Stretto di Hormuz. Nelle dichiarazioni pubblicate sul suo canale di stampa Sepah News, l'Irgc afferma che l'attacco delle sue forze aerospaziali alla base aerea statunitense e al centro di comando centrale in Giordania è stato una risposta ad "atti di aggressione" da parte degli Stati Uniti.
Per i Pasdaran le petroliere, che si muovevano lungo la rotta "non sicura e illegale" nello Stretto di Hormuz nonostante gli avvertimenti, sono state colpite e fermate dalle sue forze navali. L'Irgc ha inoltre affermato che la sua Marina continua a esercitare il pieno controllo sullo Stretto e a gestirlo, avvertendo che gli "interventi e ordini illegali" degli Stati Uniti alle navi nella regione non rimarranno senza risposta.
Secondo quanto riporta Ynet News, "Teheran ha respinto la proposta dell'Oman per la gestione congiunta dello Stretto di Hormuz perché non ha alcuna possibilità di successo".
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