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Italia maglia nera infrazioni Ue, la lunga lista

18 giugno 2014 | 14.50
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La procedura Ue contro l'Italia per i ritardi nei pagamenti alla Pa è solo l'ultima di una lunga lista di contenziosi aperti, che assegnano all'Italia la maglia nera in Europa. In base alla decisione odierna e ai dati dell'ultimo aggiornamento dello scorso 28 maggio, pubblicato dal governo, le infrazioni a carico del Belpaese sono 117, di cui 80 riguardano casi di violazione del diritto Ue e 36 il mancato recepimento di direttive.

Sono svariati i settori in cui la Commissione europea ha avanzato azioni contro il Belpaese: in testa troviamo l'ambiente con 21 contenziosi in corso; poi trasporti (16), fisco e dogane (13); salute (8) e lavoro e affari sociali (7), solo per citare alcune cifre. Più della metà delle procedure (per l'esattezza 61) sono ferme allo status di messa in mora.

Le contestazioni interessano casi di ogni tipo, di impatto più o meno grande, dal caso Ilva ai succhi di frutta. Una delle più importanti è infatti la procedura legata allo stabilimento siderurgico di Taranto per la violazione delle norme in materia di responsabilità ambientale avviata lo scorso settembre. Le ultime due in ordine cronologico riguardano invece il mancato recepimento di due direttive, la prima sulle procedure per lo scambio tra Stati membri di organi umani destinati ai trapianti e la seconda sull'etichettatura degli aerosol. Innumerevoli procedure dunque, la più vecchia risale al 1992 e riguarda la pesca, ma nessuna sanzione pagata ad oggi. L'iter delle procedure è infatti molto lungo e per anni Bruxelles le ha usate più che altro come deterrente.

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