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Ceta: Italmopa, da accordo no ripercussioni su volumi importazione grano duro

05 luglio 2017 | 16.15
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"Contrariamente a quanto erroneamente affermato da una parte delle rappresentanze sindacali agricole, l'accordo di libero scambio tra Unione europea e Canada, Ceta, non avrà ripercussioni sui volumi di importazione di grano duro canadese in Italia". Lo sostiene Italmopa, Associazione industriali mugnai d'Italia. "L'importazione di grano duro, sia esso proveniente dal Canada o da altri Paesi comunitari o terzi, risponde infatti -precisa- a logiche legate al fabbisogno quanti-qualitativo dell'industria molitoria che, come ormai noto a tutti, non può essere purtroppo integralmente coperto dalla produzione italiana che risulta largamente deficitaria rispetto ai volumi di grano duro trasformati dai molini italiani".

"La produzione nazionale di frumento duro -ricorda Italmopa- copre, infatti, mediamente, solo il 60% delle necessità dell'industria molitoria chiamata, essa stessa, a approvvigionare l'industria pastaria in semole di qualità rispondenti alle richieste dei pastai. Secondo i dati ufficiali Istat, che smentiscono quanto affermato da Coldiretti, le importazioni di frumento duro dal Canada hanno registrato, nel primo trimestre del 2017, una riduzione di circa il 45%".

"Acclarato che -precisa Cosimo De Sortis, presidente Italmopa- quanto meno nel comparto del frumento duro, l'accordo Ceta non influirà sui volumi di importazione e non solo perché non avrà e non potrà avere alcun tipo di conseguenza sui dazi all'importazione, non posso che augurarmi che la produzione nazionale di frumento duro, afflitta da criticità strutturali da noi costantemente segnalate ma che sono state troppo a lungo colpevolmente ignorate dai nostri interlocutori, possa nuovamente competere con i migliori grani stranieri garantendo in tal modo la necessaria valorizzazione del prodotto nazionale".

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