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La Chiesa apre ai divorziati risposati, ma no alle nozze gay

23 giugno 2015 | 12.24
LETTURA: 3 minuti

Chiusura sulla teoria del gender e sulle nozze gay

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(Adnkronos)

Apertura della Chiesa ai divorziati cattolici risposati civilmente, chiusura sulla teoria del gender e sulle nozze gay, anche se "ogni persona, indipendentemente dalla propria tendenza sessuale, va rispettata nella sua dignità e accolta con sensibilità e delicatezza, sia nella Chiesa che nella società". Sono due dei punti più attesi dell'Instrumentum Laboris messo a punto dal Sinodo dei Vescovi, ampliando la Relatio dello scorso ottobre, in vista dell'assemblea ordinaria dedicata alla famiglia convocata da Papa Francesco dal 4 al 25 ottobre in Vaticano.

Sulla somministrazione dei sacramenti, in modo particolare della comunione, ai divorziati risposati civilmente si afferma che "vanno ripensate le forme di esclusione attualmente praticate nel campo liturgico-pastorale, in quello educativo e in quello caritativo. Dal momento che questi fedeli non sono fuori della Chiesa, si propone di riflettere sulla opportunità di far cadere queste esclusioni".

Il documento preparatorio del Sinodo, sul tema del 'gender' denuncia "le teorie secondo le quali l’identità personale e l’intimità affettiva devono affermarsi in una dimensione radicalmente svincolata dalla diversità biologica fra maschio e femmina". Anche se "è certamente necessario un migliore approfondimento umano e culturale, non solo biologico, della differenza sessuale", però "nella consapevolezza che la rimozione della differenza è il problema, non la soluzione".

Si osserva poi che "nello stesso tempo, si vuole riconoscere alla stabilità di una coppia istituita indipendentemente dalla differenza sessuale la stessa titolarità della relazione matrimoniale intrinsecamente legata ai ruoli paterno e materno, definiti a partire dalla biologia della generazione. La confusione non aiuta a definire la specificità sociale di tali unioni, mentre consegna all’opzione individualistica lo speciale legame fra differenza, generazione, identità umana".

Amplissimo l'elenco dei temi proposti dall'Instrumentum Laboris all'attenzione della prossima assemblea generale del Sinodo sulla famiglia: dalla concezione cristiana del matrimonio alle unioni civili e alle convivenze, dalla precarietà sociale delle famiglie ai condizionamenti economici e culturali, dai disabili ai migranti, dal ruolo delle donne a quello di bambini e anziani, dal no ad aborto ed eutanasia alle sfide della bioetica, fino appunto a separazioni e divorzi, tradimenti coniugali, nullità dei matrimoni e processi gratuiti, unioni civili, convivenze e 'nozze' gay, denatalità e difesa della vita.

L'Instrumentum Laboris del Sinodo sulla famiglia - con 147 paragrafi rispetto ai 61 della precedente Relatio e suddivisi in tre parti ("L'ascolto delle sfide sulla famiglia", "Il discernimento della vocazione familiare", "La missione della famiglia oggi") più una introduzione e una conclusione - assicura che "il testo è in grado di offrire uno specchio attendibile della percezione e delle attese della Chiesa intera sul tema cruciale della famiglia".

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