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Immigrati: Fondazione Terzo Pilastro premia Marina Militare

26 marzo 2015 | 16.01
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Quest’anno, il presidente della Fondazione, Emmanuele F.M. Emanuele premierà la Marina Militare italiana per l’essenziale contributo dato nel salvataggio in mare di migranti. Il premio sarà ritirato dal Capo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio Giuseppe De Giorgi.

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Il Capo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio Giuseppe De Giorgi

Il primo aprile si svolgerà, a Roma, presso la Camera dei Deputati, Palazzo San Macuto, la settima Giornata su "Immigrazione e Cittadinanza”, organizzata dalla Fondazione “Terzo Pilastro - Italia e Mediterraneo” e dall’Associazione “Investire in Cultura”. Dal 2009 la Fondazione premia con una targa d’argento associazioni e istituzioni che si sono particolarmente distinte per la loro attività a favore degli immigrati nel nostro Paese. Quest’anno, il presidente della Fondazione, Emmanuele F.M. Emanuele premierà la Marina Militare italiana per l’essenziale contributo dato nel salvataggio in mare di migranti. Il premio sarà ritirato dal Capo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio Giuseppe De Giorgi.

"Da uomo mediterraneo, ispano-siciliano, abituato da sempre ad una società multietnica, ho una propensione empatica nei confronti dei migranti – spiega Emanuele – E’ per questo motivo che la Fondazione che presiedo opera costantemente per aiutare i popoli del Mediterraneo nei loro Paesi; per creare le condizioni affinché nessuno debba più fuggire da un destino senza speranza, in un esodo verso l’Occidente e l’Europa che nessun muro potrà mai fermare. Fenomeno ben noto a noi italiani, che ha caratterizzato quasi 50 anni di storia patria, fatta di emigrazione massiccia verso le Americhe e l’Australia".

"Questa - sostiene - è l’unica strada per far cessare la tragedia dei barconi, dei lager dove teniamo di fatto prigionieri questi profughi, con la disumanità di un contrasto all’immigrazione che ci lascia sulla coscienza migliaia di morti, nonostante il prezioso e nobile operato della nostra Marina".

L’immigrazione - si legge in una nota - è argomento largamente dibattuto nel nostro Paese, soprattutto per quanto riguarda la prima accoglienza e i tanti problemi che nascono dalle difficoltà d’inserimento nel mondo del lavoro.

Purtroppo, la grande attenzione rivolta a questa problematica mette in secondo piano un argomento non meno importante che riguarda le future generazioni e cioè il processo d’integrazione dei figli degli immigrati nati in Italia. Com’è ben noto nel nostro Paese esiste una forte spinta culturale e politica tendente a facilitare la concessione della cittadinanza, ma l’integrazione per trasformare questi giovani da ospiti in cittadini dipende fortemente dai rapporti interculturali e in particolare dall’azione fondamentale della scuola, nonché dall’apprendimento essenziale da parte degli immigrati delle nostre leggi e della nostra Costituzione.

Nel corso della settima Giornata su “Immigrazione e Cittadinanza” docenti ed esperti si confronteranno per suggerire nuove strategie su quest’argomento da suggerire alle istituzioni nazionali.

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