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Cinema

La Gatta Cenerentola conquista Venezia /Trailer

08 aprile 2016 | 09.01
LETTURA: 3 minuti

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Immagine dal film

In un lungo corridoio di una nave una piccola Cenerentola senza una scarpetta, bassa e nera con cinturino, è scortata da una guardia del corpo che non esita a tirar fuori la pistola. Perché “la scarpetta della nostra Cenerentola non è una scarpa da ballo ma una scarpa da bambina che racchiude l’innocenza e la purezza, qualcosa che da adulti perdiamo un po’ tutti”, dice Marino Guarnieri, uno dei 4 registi - insieme a Ivan Cappiello, Dario Sansone e Alessandro Rak - di ‘Gatta Cenerentola’, di cui sono stati mostrati 7 minuti in anteprima a Cartoons on the bay, il festival dell'animazione televisiva e cross-mediale di Rai Com in corso a Venezia nella sede di Palazzo Labia fino a sabato 9 aprile, e che “sarà pronta entro fine anno”. (Guarda le immagini)

Una Cenerentola contemporanea, attualizzata, che vive in un futuro non troppo distante, in un drammatico contesto di ingiustizia, traffici illegali, ambiguità, avidità e rivalità. E che ha un fortissimo bisogno di vendetta e che, solo attraverso la scoperta dell’amore, riuscirà a liberare la sua anima e a iniziare una nuova vita. Secondo lungometraggio coprodotto dalla Mad Entertainment insieme a Rai Com, questa storia di animazione per young adult è ispirata alla novella originale di Giambattista Basile, è una storia di caduta e di rivincita della giovane protagonista ma anche la storia di una città, Napoli, che si sviluppa non solo attraverso la narrazione visiva, ma anche grazie alla colonna sonora.

Dopo il successo del pluripremiato 'L'Arte della Felicità', vincitore tra l'altro dello European Film Award per la migliore opera d'animazione del 2014, la factory napoletana ci riprova con questo lavoro corale in cui “la musica ha un ruolo fondamentale”, che “mantiene gli archetipi principali della favola” ma che allo stesso tempo contiene una “serie di rovesciamenti che la rendono più attuale”. “Nella nostra animazione c’è un’ispirazione europea pur non avendo un riferimento preciso” spiega Cappiello aggiungendo che “in questo nuovo film c’è un avanzamento tecnologico rispetto all’’Arte della felicità’ che ci ha permesso di lavorare con una maggiore libertà. Abbiamo lavorato un po’ come lo stop motion con ambienti virtuali abbastanza dettagliati, che Alessandro Rak definisce ‘casa di bambole’”. “Basta pensare – aggiunge Guarnieri – che nei primi 10 minuti c’è un matrimonio a Napoli, pieno di gente”.

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