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Lavoro: Mineo, Guerini? Non è problema mio, credo nella libertà parlamentare

09 ottobre 2014 | 12.56
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"Guerini dice che c'è un problema di appartenenza al Pd? Io ho scritto al mio capogruppo al Senato, che si chiama Luigi Zanda, spiegando che la mia scelta sul Jobs act è coerente con il mandato che ho avuto l'onore di accettare al momento della candidatura e che non prevedeva certo di accettare la scena di un premier che convoca i sindacati alle 8 o dà ragione a Sacconi sull'art. 18". Lo dice all'Adnkronos Corradino Mineo (Pd), che ieri sera non ha partecipato al voto sulla fiducia posta dal governo sul Jobs act e che per questo, insieme a Felice Casson e Lucrezia Ricchiuti, è finito nel 'mirino' del vice segretario dem.

"Non ho nulla da perdere, né ho il problema di rimanere al Senato -prosegue- e sono qui solo per onorare il mandato: credo nella libertà in fabbrica, in quella sindacale, e anche in quella parlamentare. Il problema non è Mineo, il problema è se c'è la libertà del parlamentare".

"Poi -prosegue- vedo che Walter Tocci, che proviene da tutti i travagli, i progetti, le speranze e le delusioni di 'quel' mondo, fa un discorso davvero radicale, il più radicale di tutti, e nei suoi confronti pensano di cavarsela con la mozione degli affetti. Perché non affrontano i nodi politici che lui pone, invece di cavarsela così facilmente?".

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