Cerca
Home . Lavoro . Dati .

Florovivaisti: con il caldo mercato bloccato, al lavoro solo giardinieri

DATI
Florovivaisti: con il caldo mercato bloccato, al lavoro solo giardinieri

"La forte ondata di caldo ha letteralmente bloccato il mercato florovivaistico". Lo dice a Labitalia, Francesco Mati, presidente della Federazione nazionale dei florovivaisti di Confagricoltura. "In anni meno bollenti -spiega- il settore giardini era abbastanza attivo tra luglio e agosto. Quest'anno, invece, già da giugno si è bloccato tutto, probabilmente si ripartirà a settembre". "Per ora lavorano solo gli operatori - dice - delle società attive per la manutenzione dei giardini pubblici e privati. Che ne hanno veramente bisogno: assistiamo, infatti, a un triste fenomeno che avviene ogni anno: la distruzione di interi giardini pubblici. Non si può andare avanti così sperando che il tempo non faccia danni: il giardino, anche se pubblico, ha sempre e comunque bisogno di cure".


"Il problema - avverte Mati - è che abbiamo a che fare con anni di scarsa manutenzione del verde e di una non corretta organizzazione del concetto giardino. Il verde pubblico è ancora concepito come nel dopoguerra: con un vialetto, una panchina e un cestino".

"Tornando all'andamento del settore - continua Mati - le vendite sono bloccate, anche se pensare a una pianta come regalo, anche in questo caldo torrido, non è da escludere del tutto". "Una pianta aromatica -consiglia il presidente della Federazione nazionale dei florovivaisti di Confagricoltura- è un regalo divertente e utile allo stesso tempo". "Salvia, rosmarino e menta -sostiene- possono essere, infatti, utilizzabili in cucina e resistere al caldo, piuttosto che lasciare la padrona di casa 'a combattere' per mantenere in vita una pianta fiorita".

"Per combattere il caldo di questi giorni e non far morire le piante sottolinea- bisogna innaffiarle durante il giorno, poco ma spesso. Andando, quindi, contro quelle che sono le cosiddette regole da manuale che vietano l'irrigamento durante le ore più calde".

"Meglio avere una pianta -spiega- con qualche macchia in più, piuttosto che vederla appassire giorno dopo giorno. Innaffiando due-tre volte al giorno -afferma Mati- la pianta riesce a sopportare meglio lo stress idrico, dato dalla mancanza di acqua. La ricetta dunque è: acqua mattina e durante il giorno, la sera anche ma pochissimo".

"Diverso, invece, il discorso per mantenere in vita i prati: anche in questo caso -fa notare- è auspicabile contravvenire alla regola dell'innaffiamento notturno per evitare l'insorgere di funghi e macchie, altamente dannosi per il manto erboso. Meglio, dunque, procedere all'irrigazione serale e mattutina".



RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Adnkronos.