Parla Darya Majidi, ceo di Daxo Group e fondatrice e presidente onoraria di Donne 4.0
"Il dibattito sull’Intelligenza artificiale sta accelerando su scala globale, eppure sistemi educativi, competenze e cultura dell’innovazione procedono a velocità diverse nei singoli Paesi. In Italia, il rapporto tra scuola, tecnologia e trasformazione digitale evidenzia un ritardo strutturale che incide sulla capacità di affrontare i cambiamenti in corso e quelli futuri. I dati relativi ai percorsi ICT mostrano ancora uno squilibrio significativo nella presenza femminile (in Italia le ragazze rappresentano solo il 15,7% di chi intraprende percorsi ICT), in uno scenario in cui la formazione fatica ad allinearsi ai trend internazionali legati all’Intelligenza Artificiale e alla crescente domanda di competenze digitali". Questa l'analisi di Darya Majidi, ceo di Daxo Group e fondatrice e presidente onoraria di Donne 4.0
"L’AI - spiega - incorpora scelte, priorità e visioni del mondo. Per questo, la qualità e la diversità di chi la sviluppa diventano determinanti per il risultato finale. Una partecipazione limitata riduce la complessità e l’efficacia delle soluzioni sviluppate, con effetti che non restano confinati al piano tecnologico. Il divario di genere assume così una dimensione economica e industriale, oltre che sociale, perché incide direttamente sulla capacità di innovazione dei sistemi produttivi".
"Il tema - osserva - riguarda anche la consapevolezza collettiva rispetto alla portata di questa trasformazione. Le competenze legate all’AI stanno già ridefinendo il lavoro in molti settori, rendendo centrale la capacità di comprendere e governare questi strumenti fin dalle fasi formative. Persistono tuttavia percezioni culturali che continuano a distanziare le ragazze da questi ambiti, considerandoli ancora poco accessibili o tradizionalmente maschili. Un approccio che non riflette più la realtà dei mercati del lavoro e che rischia di limitare l’espressione di una parte rilevante del talento disponibile".
"Questo aspetto - commenta Darya Majidi - appare ancora più critico se si considera che, nei percorsi scolastici, le ragazze mostrano spesso performance pari o superiori ai coetanei in molte discipline. Escluderle, o non incoraggiarne pienamente la partecipazione nei settori tecnologici, non è quindi solo una questione di equità, ma anche di efficacia: significa rinunciare a una quota significativa dei talenti più preparati".
"In questo scenario - sottolinea - iniziative educative rivolte alle nuove generazioni contribuiscono a creare occasioni di avvicinamento concreto all’AI e al settore ICT per i talenti femminili. Ne è un perfetto esempio AIxGIRLS, il campus estivo, con costi interamente coperti, rivolto a studentesse delle scuole superiori e pensato per avvicinare le giovani alle competenze chiave del futuro attraverso un’esperienza immersiva che integra formazione tecnica, orientamento e role modelling".
"La quinta edizione - ricorda - aprirà le candidature dall’11 maggio al 15 giugno e coinvolgerà 20 studentesse di quarta superiore provenienti da tutta Italia, che parteciperanno al programma dal 19 al 25 luglio a Volterra. Un’iniziativa che si inserisce in un ecosistema più ampio di interventi necessari a colmare il divario tra formazione e innovazione e che, nel tempo, ha già prodotto risultati tangibili: oltre la metà delle partecipanti ha infatti scelto di proseguire il proprio percorso di studi in ambito STEM. La transizione digitale è un processo già in corso e richiede un cambio di prospettiva diffuso. La capacità di preparare le giovani donne a questo scenario avrà un impatto diretto sulla competitività del sistema Paese nei prossimi anni".