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Callipo (Confsal Salfi): "Innovazione Pa parta dai bisogni dei lavoratori"

SINDACATO
Callipo (Confsal Salfi): Innovazione Pa parta dai bisogni dei lavoratori

"Il settore pubblico, l’amministrazione pubblica, quella finanziaria necessitano di una profonda innovazione che parta, tuttavia, dai bisogni dei lavoratori, e che si ponga al loro fianco e non al di sopra di essi. I tempi di risposta e la qualità dei servizi dipendono dall’organizzazione delle singole amministrazione e queste, a loro volta, dalla buona gestione dei lavoratori che sono e rimangono il motore del buon funzionamento della Pa. Oggi, difettano, purtroppo, tre pilastri della riforma: rinnovo dei contratti; riequilibrio rapporti legge e contratti; ripresa delle relazioni sindacali per innalzare i livelli di produttività". Così Sebastiano Callipo, segretario generale del Confsal-Salfi (sindacato autonomo dei lavoratori finanziari), interviene sulla riforma del pubblico impiego.


Per Callipo, "se da un lato si opera una specificazione e rivisitazione di taluni istituti", dall’altro questo "non deve condurre nella fallace convinzione che tutto sia in sintonia con i variegati interventi necessari".

Interventi che, avverte, "lungi dall’essere un 'ritorno alla cogestione degli Uffici', fattispecie mai verificatasi, devono concretizzarsi, invece, in una reale 'partecipazione sindacale' in tutte le sue variegate forme alla gestione dinamica delle risorse umane, alla organizzazione degli uffici, alle strategie di sviluppo professionale, assicurando così nella governance delle strutture pubbliche massima trasparenza e controllo sociale, atteso che, in definitiva, si utilizzano e si gestiscono risorse pubbliche e risorse umane, ovvero civil servant, soggetti solo alle leggi dello Stato".

Non solo. Il segretario generale del Confsal-Salfi sostiene che il provvedimento "va armonizzato con il ddl sulla razionalizzazione delle Agenzie fiscali, alla luce dei suggerimenti dell’Ocse e del Fmi, e anche sulla scorta anche dell’intesa governo-sindacati del 30 novembre 2016". "Si tratta - spiega - di un complesso e delicato riordino che, partendo dal restyling di Equitalia, punta ad avere un sistema fiscale più dialogante con i contribuenti, più efficiente, riducendo, così, l’evasione fiscale e standardizzando il recupero record del 2016".

"A tal fine, il disegno di legge in questione - sottolinea - dovrebbe statuire una maggiore autonomia gestionale delle Agenzia fiscali, non solo sul fronte del personale, ma anche sul piano degli investimenti, previa incisione, se necessario, dell’attuale natura giuridica delle Agenzie fiscali".

"Il sistema agenziale, come da me sempre affermato, va scollato dai lacciuoli della Pa laddove le Agenzie fiscali dovranno godere di completa autonomia nella gestione del bilancio ma, soprattutto, nelle procedure di assunzione del personale, laddove, infine, l’autonomia di cui sopra dovrà garantire maggiore coordinamento del polo fisco, evitando sovrapposizioni di funzioni", conclude.



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