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Lazio, legge contro l'omobitransfobia "agli ultimi metri di un percorso condiviso"

26 marzo 2021 | 16.49
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(Fotogramma)

Mentre il disegno di legge Zan contro l'omotransfobia, approvato alla Camera lo scorso novembre, è fermo al Senato, il Lazio cerca di accelerare sulla legge regionale per contrastare le discriminazioni fondate sul sesso e sull'identità di genere. I lavori procedono in Commissione Pari Opportunità alla Pisana dove è stato avviato l'iter. "Continua in IX Commissione un lavoro corale e coraggioso sui temi dei diritti. Il testo unificato contro le discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere nasce come unione di 4 proposte di legge presentate separatamente da esponenti di vari gruppi politici", sottolinea la presidente della IX Commissione in Consiglio regionale del Lazio Eleonora Mattia (Pd). "E’ stato fatto un lavoro di cucitura e sintesi tecnico-politica - spiega all'Adnkronos - a cui ha fatto seguito, come da nostra prassi, un ciclo di audizioni molto partecipato: decine di associazioni che quotidianamente sul territorio si occupano di contrasto alle discriminazioni, supporto legale e sanitario, ma anche giovani attivisti e realtà che da anni portano avanti la causa".

"Quello del testo unificato - continua Mattia - è un percorso coraggioso dove noi vogliamo mettere testa e cuore per allineare il Lazio alle altre Regioni che già hanno provveduto in tal senso e dare un segnale anche a livello nazionale dove il ddl Zan rischia di venire compromesso. Abbiamo bisogno di un quadro normativo statale che inquadri il tema a livello penale e d'altro lato, come Regione, ci impegniamo ad implementare azioni di prevenzione del fenomeno e sostegno alle vittime. Non parliamo di questioni astratte, ma della vita, dell’amore e della famiglia di migliaia di donne e uomini che merita rispetto e dignità. I fatti di cronaca ci segnalano quotidianamente che è una battaglia urgente, non sarà facile, ma vale la pena lottare".

E proprio sui recenti fatti di cronaca interviene la collega Marta Bonafoni, capogruppo della Lista Civica Zingaretti e componente della IX Commissione. "Il pestaggio a Valle Aurelia ai danni di Jean Pierre Moreno e del suo compagno è stato sconvolgente perché è avvenuto in un luogo pubblico, sotto gli occhi di tutti - commenta all'Adnkronos - Constato dolorosamente che questi gravissimi episodi di odio e intolleranza basati sull’orientamento sessuale sono negli ultimi anni aumentati enormemente e sono entrati a far parte della cronaca quasi quotidiana con una semplicità e una facilità che lascia senza parole". Per questo è urgente una normativa che garantisca tutele antidiscriminatorie. "Come Regione Lazio, ben prima di questo triste episodio, avevamo sentito l’urgenza di mettere un argine a tutto ciò - evidenzia Bonafoni, prima firmataria di una delle quattro proposte di legge regionale - Abbiamo quindi deciso di unire le forze e lavorare all’elaborazione di un testo unico contro l’omo-lesbo-transofobia. L’iter sta proseguendo in queste settimane in Commissione e ci porterà mi auguro tra non molto all'approvazione della proposta di legge. Siamo agli ultimi metri di un lungo percorso condiviso sin dall’inizio dal centrosinistra e dal Movimento Cinquestelle".

Una delle 4 proposte, precedentemente presentate, è infatti di iniziativa del gruppo del M5s. "Già nella precedente legislatura, insieme alle associazioni Lgbt, avevamo proposto - commenta Devid Porrello, consigliere M5S Lazio e vicepresidente del Consiglio Regionale - un testo con l’obiettivo di colmare un gap culturale, di allungare il passo nella lotta alle discriminazioni. Abbiamo cercato dunque di portare all’interno di un testo unico anche la nostra visione su un tema che riteniamo importante nell'ambito del riconoscimento e della tutela dei diritti. Ci saranno senza dubbio nel corso dell’iter miglioramenti”. A giudizio di Porrello, la proposta di legge contro l'omobitransfobia "è opportuna e porterebbe il Lazio ad essere tra le prime regioni a dotarsi di una legge del genere".

Certo il percorso non sarà senza ostacoli. "Le audizioni in commissione lo hanno già dimostrato - ricorda Bonafoni -, ci troveremo di fronte al muro ostruzionistico delle destre, ma la cosa non ci spaventa: abbiamo dalla nostra i numeri e la ferma volontà di dare vita ad una Regione ancora più giusta. Lo considero un atto fondamentale con il quale il Lazio si schiera in maniera netta dalla parte dei diritti e contro le discriminazioni".

Chiaro il messaggio del consigliere regionale di Fratelli d'Italia Chiara Colosimo che parla di "ennesima inutile legge ideologica". "Non essendo membro della IX Commissione che sta discutendo la pl, ho provato in tutti i modi a far aprire gli occhi ai colleghi, invitando anche associazioni non eterodirette durante le audizioni - spiega - Il centrodestra ha presentato più volte la richiesta di rinvio del termine degli emendamenti sperando in una seria riflessione sull'opportunità di questa legge. Per quanto mi riguarda, io sarei dell'idea di abrogare tutti gli articoli, in quanto, a mio avviso, il ragionamento che va fatto alla base è piuttosto di apertura culturale alle diversità, qualunque esse siano. E questo c'entra ben poco con gli articoli legislativi. Non solo perché è pleonastico, ma perché mettere in legge certi temi è pericoloso oltre che contro ogni senso". Da parte di Fratelli d'Italia, assicura Colosimo, "ci sarà una attività emendativa per riportare la proposta di legge alla sua realtà. Fdi continua a condannare ogni forma di discriminazione, ma non legifera a favore di alcune lobbies".

La consigliera regionale del Pd Michela Di Biase, da parte sua, mette in guardia sul fatto che "nel Lazio, purtroppo, esiste un allarme concreto di omofobia e in molti casi si tratta di violenze e abusi perpetrati all’interno del nucleo familiare di provenienza. In un periodo difficile, nel mezzo di un’emergenza sanitaria dove vediamo che le violenze domestiche aumentano, è ancora più importante dunque approvare il prima possibile questa legge". Di cui ne riassume i contenuti.

Dal titolo 'Norme per promuovere l’uguaglianza e per prevenire e contrastare le discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere', prevede progetti e interventi volti a favorire la libera espressione e manifestazione del proprio orientamento sessuale e della propria identità di genere attraverso programmi di carattere culturale, sociale, sportivo ed educativo, campagne di informazione e sensibilizzazione rivolte in particolare agli studenti della scuola secondaria e al personale scolastico, politiche attive del lavoro per favorire l'integrazione sociale e lavorativa, formazione, aggiornamento e sensibilizzazione del personale del Servizio Sanitario Regionale, dei servizi socio-assistenziali e socio-sanitari regionali, delle aziende sanitarie locali. Inoltre, è prevista l'istituzione della 'Giornata regionale contro le discriminazioni determinate dall'orientamento sessuale o dall'identità di genere' e quella di un Osservatorio regionale contro le discriminazioni basate sull'orientamento sessuale o di identità di genere. Quest'ultimo, secondo Porrello, "è uno strumento essenziale per l’analisi del fenomeno, per il feedback sugli interventi che saranno messi in campo”.

Anche Di Biase e Porrello fanno notare come l’episodio di violenza contro una coppia gay alla stazione della metro Valle Aurelia, ("frutto di una cultura retrograda e di stereotipi che vanno scardinati"), conferma "la necessità di avere al più presto una norma che tuteli la libertà di ognuno". Una cultura fondata sul rispetto della diversità, osserva Di Biase, "è l’unica arma che abbiamo per contrastare il diffondersi di fenomeni di odio e violenza contro l’omobitransfobia per un mondo più giusto dove poter essere liberi e non avere paura di essere se stessi". Ed "è importante che noi tutti, ma soprattutto le istituzioni, lavorino affinché nessuno nella nostra Regione si senta escluso".

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