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Le tematiche ambientali interessano poco meno della metà degli italiani

04 aprile 2014 | 12.39
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Poco meno di metà della popolazione (45%) nel 2012 ha dichiarato di interessarsi alle tematiche ambientali. E' quanto emerge dal report 'Popolazione e ambiente' elaborato dall'Istat. Dal rapporto emerge che un segmento ristretto di popolazione esprime un livello di interesse elevato: i cittadini che si interessano ''molto'' alle problematiche ambientali sono infatti solo l'8,8%, mentre se ne interessa ''abbastanza'' il 36%. Rispetto al 1998 si registra una crescita di interesse modesta: la quota di individui interessati (''molto'' più ''abbastanza'') aumenta infatti di 8 punti percentuali.

Nel 2012 la quota di cittadini che si interessa all'ambiente è più ampia al Settentrione: il 51% nel Nord-Est e il 50% nel Nord-Ovest (Figura 2). Nonostante la crescita registrata nel corso del tempo, il Mezzogiorno risulta ancora svantaggiato da questo punto di vista (38,1%), anche il Centro si colloca lievemente al di sotto degli standard nazionali (43,4%).

Nel confronto di genere l'Istat registra una leggera prevalenza di persone interessate tra i maschi che non tra le femmine (il 46,7% contro il 43,2%). I giovanissimi (14-24 anni) e ancor più gli over 75 risultano meno interessati (rispettivamente 38% e 27%), soprattutto rispetto ai 45-54enni (51%) e ai 55-64enni (53%). La quota di individui che si interessa di questioni ambientali, inoltre, è massima tra gli occupati (51,9%) e, all'opposto, minima tra le casalinghe (34,1%).

L'incidenza di persone che dichiarano di interessarsi all'ambiente cresce all'aumentare del titolo di studio: dal 27% per i cittadini con istruzione al più primaria, fino ad arrivare al 70% per gli individui che hanno conseguito la laurea. Tra i laureati, le persone che si dichiarano molto interessate sono, nel 2012, oltre cinque volte quelle con titolo di studio più basso. Inoltre, i cittadini ritengono che la salvaguardia ambientale debba essere assicurata soprattutto dai cittadini stessi e dalle istituzioni, entrambi indicati da circa il 70% delle persone.

Minore rilevanza viene attribuita al contributo delle imprese (30% circa). L'impegno delle imprese viene indicato in misura superiore alla media dai residenti del Nord-ovest (39 su 100) ed inferiore da quelli del Mezzogiorno (27); il ruolo dei cittadini, invece, viene enfatizzato soprattutto dalla popolazione settentrionale (73%) e sempre in misura inferiore al profilo medio nazionale da quella meridionale (69%).

Infine, nel 2012, oltre la metà della popolazione (51 cittadini su 100) si mostra critica nei confronti dell'informazione su temi ambientali veicolata dei mass media, giudicandola ''poco'' o ''per niente'' adeguata.

Ottantacinque cittadini su 100 si informano sull'ambiente seguendo programmi televisivi e radiofonici; 54 su 100, invece, leggendo i giornali. Secondo il report dell'Istat sono poco frequenti le modalità di partecipazione attiva: tra i cittadini che si interessano, assistono a conferenze su temi ambientali cinque su 100; aderiscono ad iniziative delle associazioni ambientaliste tre su 100 e si iscrivono alle associazioni due su 100.

Tra il 1998 e il 2012 si registra una contrazione di partecipazione per tutte le modalità di informazione adottate dai cittadini. La televisione e la radio sono utilizzate in misura maggiore da un pubblico femminile, anziano (ultra 64enne), con livello di istruzione basso e residente al Mezzogiorno. La stampa (sia generalista sia specializzata) è privilegiata dagli uomini, dagli studenti, dalla popolazione con alto titolo di studio e che risiede nel Nord-Est. I fruitori dei due tipi di stampa si distinguono in base all'età.

Prevalgono infatti i 25-44enni tra i lettori dei giornali (57,5%), i giovanissimi (14-24enni) e i 45-64enni tra i lettori della stampa specializzata (per entrambi circa 12,5%). I comportamenti attivi di informazione e partecipazione coinvolgono più spesso i cittadini più istruiti, gli occupati, e coloro che risiedono al Nord-est e al Centro, nonché la popolazione d'età compresa tra i 35 e i 64 anni. Inoltre i giovanissimi si contraddistinguono per una partecipazione alle iniziative delle associazioni ambientaliste superiore alla media.

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