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Imprese: l'esperto, stop crisi con team guidato da temporary manager

16 febbraio 2017 | 13.33
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Maurizio Quarta

"Per conseguire un’idonea ed efficace attività di risoluzione dello stato di crisi di un'impresa, è necessario l’intervento congiunto di un network di professionisti, esperti di crisi aziendali e orientati alla tutela e alla salvaguardia del patrimonio aziendale, nell’interesse sia dell’organizzazione stessa che degli stakeholder coinvolti, diretti da un temporary manager". Lo dice a Labitalia Maurizio Quarta, managing partner di Temporary Management & Capital Advisors, in occasione del convegno sul tema della prevenzione della crisi d'impresa, che si è svolto alla Cattolica di Milano.

"A dirigere questo gruppo di professionisti -sottolinea- viene appunto chiamato il gestore della situazione di crisi, il cosiddetto global coordinator, che avrà il compito di coordinare il team e le attività, strategiche e operative, volte al risanamento, e finalizzate alla valorizzazione degli attivi attraverso l’alienazione dell’azienda o dai suoi rami inefficienti. Nel dettaglio, tale figura è anche indicata in letteratura come chief restructuring officer oppure chief turnaround officer o, più semplicemente, il gestore o il temporary manager della situazione di crisi".

"Che il temporary management sia una soluzione largamente impiegata nelle situazioni di crisi -fa notare Maurizio Quarta- emerge anche da recenti indagini, da cui emerge come almeno il 50% delle oltre 350 aziende intervistate lo ha utilizzato in contesti di ristrutturazione aziendale, con un’incidenza particolarmente elevata nella fascia di aziende tra 20 e 100 milioni di euro di fatturato".

"Sebbene in una situazione di declino -precisa- il management interno abbia tutti gli strumenti per individuare tempestivamente l’imminente pericolo, esso si trova in uno stato psicologico di rifiuto dell’idea di declino e di crisi, portando a concepire il declino della propria impresa come un insuccesso personale, interpretando come ciclici dei segnali negativi che sono palesi indicatori del declino".

"Ecco che la gestione delle crisi - osserva - richiede di essere affidata a figure professionali in grado di indirizzarne gli esiti a favore dell’organizzazione e di integrare le numerose conoscenze necessarie a garantire lo sviluppo positivo di una gestione di crisi, i temporary manager. Essi intervengono per un periodo limitato e, grazie alla loro preparazione ed esperienza, riescono a realizzare un intervento mirato, efficace e incisivo".

"La velocità -chiarisce- è dunque la prima caratteristica del temporary manager, che, riuscendo a comprendere i driver settoriali e aziendali nel presente e prevederne gli scenari futuri, mette a disposizione la pianificazione per l’ottenimento di risorse attivabili in tempi ridotti, in modo più efficiente rispetto all’attività di head hunting tradizionale".

"Tale qualità -commenta- è, allo stesso tempo, collegata e derivata dal profilo personale del temporary manager che deve dimostrare sangue freddo, calma e lucidità. Tali caratteristiche risultano infatti imprescindibili non solo per ben performare i suoi obiettivi, bensì anche per ottenere fiducia dell’impresa e dei creditori e degli altri stakeholder coinvolti. A tal fine, è altresì fondamentale il carisma e la capacità propositiva che il manager deve avere, al fine di svolgere il ruolo di guida e life-line per l’azienda".

"Per l’elevato livello di competenze richiesto -avverte Maurizio Quarta-nello svolgimento del suddetto incarico, il temporary manager è una risorsa senior in termini di professionalità e di esperienza, caratterizzata da un’elevata flessibilità e adattabilità alle diverse situazioni aziendali".

"Altra fondamentale caratteristica del temporary manager - prosegue - è la poliedricità delle competenze consulenziali, che spaziano dalle conoscenze relative al business in cui l’azienda opera alle pratiche contabili e finanziarie, dalle tecniche manageriali alle competenze in materia di diritto societario, tributario e fallimentare. In altre parole, esso deve avere una visione allargata del sistema delle competenze necessarie a valutare la ragionevolezza e la fattibilità di un piano di gestione straordinaria della situazione di crisi".

Inoltre, "non certo per importanza, attributo fondamentale del temporary manager è rappresentato dall’esperienza, di cui sono privi i vertici aziendali che risultano, dunque, inadeguati - avverte - a gestire situazioni complesse e estranee alla loro esperienza: per poter realizzare un intervento capace di rilanciare un’impresa è infatti necessaria una esperienza manageriale longeva e, allo stesso tempo, indipendente dall’azienda stessa".

"La poliedricità e multidisciplinarietà -sottolinea- delle conoscenze del temporary manager è coadiuvata, in primis, dal coinvolgimento di un team di supporto. La complessità dei problemi aziendali e l’ampiezza delle aree da riformare e presidiare comportano spesso l’esigenza di mettere in campo un team di persone con esperienze e responsabilità complementari concernenti il business aziendale: dall’analista, all’esperto del prodotto dell'azienda, all'equipe di giuristi (fallimentaristi, fiscalisti, giuslavoristi)".

In particolare, "il team dedito al sostegno e al supporto di un’azienda nelle fasi più delicate all’interno del proprio ciclo di vita - spiega - assume una particolare complessità legata alla possibile individuazione di quattro distinti profili professionali ad essa collegati: l'esperto industriale, l'esperto finanziario, l'esperto legale e l'esperto fiscale".

"Oltre al suo team -assicura Maurizio Quarta- il temporary manager può avvalersi del supporto di consulenti esterni con consolidate esperienze specifiche e competenze specializzate nella gestione di finanza straordinaria, quali ristrutturazione del debito, operazioni societarie, m&a, turnaround".

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