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M5S: virus non ferma probiviri, per ora Lannutti salvo, nel mirino critiche a taglio parlamentari

15 aprile 2020 | 19.33
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al momento no provvedimenti su Lannutti ma a consigliera contestato post su referendum

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(Fotogramma)

di Antonio Atte
Neanche la quarantena ferma la scure dei provvedimenti disciplinari in casa M5S. Il Movimento 5 Stelle 'approfitta' del lockdown per sbrigare le pratiche accumulate nel corso degli ultimi mesi e così, tra un'espulsione e l'altra, si ingrossano le file degli esponenti pentastellati messi alla porta o destinatari di 'missive' da parte dei probiviri. Fonti qualificate del M5S confermano all'Adnkronos che nelle ultime settimane c'è stata una "accelerazione" nella valutazione delle pratiche rimaste in sospeso. Ne sa qualcosa il deputato Raffaele Trano, espulso lo scorso 18 marzo per essersi rifiutato di lasciare la guida della Commissione Finanze, poltrona sulla quale i vertici del Movimento avrebbero preferito Nicola Grimaldi, impallinato nel segreto dell'urna.

Si ritorna a parlare di probiviri in questi giorni anche alla luce delle esternazioni del senatore Elio Lannutti, che in un post su Facebook (poi corretto) ha definito i tedeschi "nipotini di Hitler". Sul M5S, che ha preso le distanze da Lannutti, sono piovute critiche anche dai partner di maggioranza ma per ora non è stata annunciata l'apertura di alcun provvedimento disciplinare nei confronti dell'ex presidente Adusbef, protagonista, nei mesi scorsi, del post infelice sui 'Savi di Sion'. Ma dai territori arrivano altre testimonianze e c'è chi denuncia di essere stato deferito alla 'disciplinare' pentastellata per aver semplicemente espresso la propria opinione sul tema della riduzione del numero dei parlamentari.

Una consigliera comunale che non vuole rivelare la propria identità spiega all'Adnkronos di aver ricevuto lo scorso primo aprile una mail dal collegio dei probiviri (composto da Jacopo Berti, Raffaella Andreola e dal ministro della Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone) in cui le vengono contestate "esternazioni" non in linea con le politiche del M5S, tra cui il sostegno al No al referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari.

"Risultano segnalate a questo collegio sue pubbliche e diffuse esternazioni volte a dissociarsi dalle politiche del MoVimento 5 Stelle, ponendosi in aperto ed evidente contrasto, tra cui la promozione del voto negativo nell'ambito del referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari, tema che ha fatto parte del programma elettorale, condiviso e votato, del MoVimento 5 Stelle", si legge nella missiva.

Il 4 aprile sempre i probiviri hanno disposto l'espulsione dal M5S della consigliera comunale di Roma, Monica Montella, per "violazione del Codice etico e dello Statuto" del Movimento 5 Stelle. La consigliera ha poi spiegato di aver presentato la sua memoria difensiva nei termini previsti. Ma non è finita qui. Nei prossimi giorni sui territori potrebbero arrivare raffiche di nuovi provvedimenti. Perché sì, il Paese è fermo così come le sue aziende, ma il tribunale grillino funziona a pieno regime.

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